Finalmente una buona notizia: la Corea del Nord ieri ha fatto esplodere in diretta televisiva su ben 5 reti, tra cui la Cnn, la torre di raffreddamento del reattore nucleare di Yongbyon.
Un passo importante che distende i rapporti con i Paesi confinanti riguardo al disarmo nucleare e che lascia ben sperare nella continuazione del processo anti-bellico.
Un passo importante che distende i rapporti con i Paesi confinanti riguardo al disarmo nucleare e che lascia ben sperare nella continuazione del processo anti-bellico.
La demolizione della torre ha valore simbolico, dal momento che rappresentava la prova più evidente della produzione coreana di plutonio.
L’abbattimento è avvenuto alla presenza di 16 giornalisti di tutto il mondo, autorizzati ed espressamente invitati dal regime a documentare l’evento.
L’abbattimento è avvenuto alla presenza di 16 giornalisti di tutto il mondo, autorizzati ed espressamente invitati dal regime a documentare l’evento.
Proprio in questi giorni Pyongyang aveva consegnato alla Cina, con un ritardo di sei mesi, il più volte richiesto rapporto sul nucleare.
Una copia è stata consegnata anche ai governi dei Paesi circostanti, che dovranno studiarne e approvarne i contenuti.
Nel documento ci sono le basi per creare una zone “nuclear free” nella Penisola coreana, anche se non ci sono norme specifiche relative alla questione del riarmo.
Una copia è stata consegnata anche ai governi dei Paesi circostanti, che dovranno studiarne e approvarne i contenuti.
Nel documento ci sono le basi per creare una zone “nuclear free” nella Penisola coreana, anche se non ci sono norme specifiche relative alla questione del riarmo.
L’importante dichiarazione contiene la documentazione relativa alle attività di proliferazione nucleare della Corea del Nord.
Il problema del riarmo e delle tecnologie di proliferazione nucleare non sembra però potersi concludere con la consegna della relazione, nè tantomeno con l’abbattimento di una torre in mondo visione.
Nè è convinta la Corea del Sud, per niente soddisfatta dei risultati ottenuti sinora nel disarmo della sua vicina, come si evince dalle dichiarazioni di Lee-Jie, della Seoul Myongji University, esperto sulle questioni che riguardano la Corea del Nord:
Nè è convinta la Corea del Sud, per niente soddisfatta dei risultati ottenuti sinora nel disarmo della sua vicina, come si evince dalle dichiarazioni di Lee-Jie, della Seoul Myongji University, esperto sulle questioni che riguardano la Corea del Nord:
E ‘simbolico. Ma concretamente, demolire o meno una torre di raffreddamento che era già stata disattivata non fa molta differenza.
Secondo Lee, eliminare la torre di raffreddamento non fa che rafforzare l’idea che ormai gli scopi per i quali era stato costruito tutto il complesso nucleare di Yongbyon sono stati raggiunti, cioè la produzione di quantitativi sconosciuti di armi nucleari.E in effetti, ora che ci pensiamo meglio, quale migliore occasione per liberarsi di una costruzione ormai inutile, facendoci pure bella figura con il mondo?
Speriamo davvero che non si sia arrivati a tanto.
Altra grave faccenda è quella del passaggio di informazioni sulle tecnologie nucleari dalla Corea del Nord alla Siria.
Due quesiti fondamentali rimangono dunque irrisolti e forse sepolti con la torre: quante armi nucleari possiede la Corea del Nord?
E l’esportazione delle tecnologie nucleari in Siria c’è stata?
Sembra che nel rapporto consegnato alla Cina non ci sia nulla che trovi una risposta a queste domande.
Dopo il crollo della torre, l’ennesima beffa…
Due quesiti fondamentali rimangono dunque irrisolti e forse sepolti con la torre: quante armi nucleari possiede la Corea del Nord?
E l’esportazione delle tecnologie nucleari in Siria c’è stata?
Sembra che nel rapporto consegnato alla Cina non ci sia nulla che trovi una risposta a queste domande.
Dopo il crollo della torre, l’ennesima beffa…