Tsunami in Indonesia, ecco perché non c’è stato

di Redazione Commenta

Ieri pomeriggio si è diffuso il panico in mezzo continente asiatico per un possibile allarme tsunami. In seguito ad una serie di scosse di terremoto (di cui due superiori agli 8 gradi Richter) avvenute peraltro nella stessa zona del grande tsunami del 2004 che fece centinaia di migliaia di vittime, in molti hanno pensato che il fenomeno potesse ripetersi. Per questo tutti gli abitanti delle zone costiere di Indonesia, India, Sri Lanka e Thailandia sono scappati in cerca di un posto ad altezza elevata in cui rifugiarsi. Per fortuna non è accaduto nulla, ma come mai?

Il motivo è molto semplice. La scossa del 2004 era “verticale”, cioè il movimento tellurico andava dall’alto verso il basso. Questo portò ad una frattura e ad una conseguente creazione di un’onda alta che poi si riversò sulla spiaggia, con le conseguenze che conosciamo. Nonostante il punto fosse lo stesso e la forza anche, questa volta il terremoto è stato “orizzontale”, non c’è stata alcuna frattura nella crosta terrestre, ma solo una leggera distorsione, e dunque fisicamente non poteva essere possibile che si creassero onde alte. Infatti le onde più alte che ci sono state si sono avute persino sulle coste dell’Africa, dal lato opposto a dove si attendevano, e non raggiungevano i due metri di altezza, praticamente onde quasi normali in una giornata molto ventosa.

Inoltre il terremoto del 2004 avvenne ad una profondità maggiore, 30 km sottoterra, contro i nemmeno 23 di ieri, ed anche per questo non ci sono state conseguenze. Ad ogni modo fa piacere notare come quei Paesi abbiano imparato la lezione dello tsunami in quanto, nonostante si continuasse a dire che non c’era un vero e proprio allarme, sono state prese tutte le contromisure necessarie e, seppur il panico fosse inevitabile, non ci sono stati incidenti, le spiagge sono state evacuate immediatamente e la popolazione si è messa in salvo in via precauzionale.

Photo Credits | Getty Images

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