La Niña

di Marco Mancini Commenta

La Niña

La Niña è una corrente caratterizzata da temperature oceaniche insolitamente fredde che si manifestano nel Pacifico equatoriale. Si tratta esattamente dell’opposto di El Niño, che è caratterizzato da temperature oceaniche insolitamente calde nella stessa area del Pacifico. Il Pacifico orientale è più freddo del solito, e l’acqua fredda si estende più a Ovest del normale. El Niño e La Niña sono fasi opposte del ciclo denominato El Niño Southern Oscillation ((ENSO), a volte denominate più semplicemente “fase fredda” e “fase calda”.

Il nome de La Niña è legato a quello del Niño che è stata nominato così perché, manifestandosi nel mese di dicembre, ha ricevuto il nome spagnolo di Gesù Bambino (Niño appunto, che significa anche bambino) dai pescatori sudamericani che per primi l’hanno individuato. Trattandosi, come detto, dell’esatto opposto, gli si è dato il nome di Niña o bambina.

Quasi tutti gli eventi de La Niña si verificano dopo il passaggio di El Niño. In genere, El Niño si verifica più frequentemente de La Niña, la quale si manifesta con una media di 3-4 anni. In genere, La Niña è preceduta da un accumulo di acque sotterranee che raffreddano il Pacifico tropicale. Il movimento atmosferico e le onde oceaniche verso Est contribuiscono a portare l’acqua fredda in superficie attraverso una complessa serie di eventi ancora in fase di studio. Col tempo, gli alisei orientali si rafforzano, il freddo risale al largo del Perù e dell’Ecuador intensificandosi, e le temperature della superficie del mare scendono al di sotto del normale. Nel corso del 1988-1989 La Niña ha fatto scendere la temperatura dell’acqua fino a 4 gradi C sotto il normale.

Non sempre la corrente ha la stessa forza. Ad esempio, La Niña nel 1988 era più forte de La Niña del 1995. Quando arriva, negli Stati Uniti si registrano temperature invernali più calde del normale nel Sud-Est, e più fresche del normale nel Nord-Ovest, mentre a livello globale, e soprattutto ai tropici, gli impatti de La Niña tendono ad essere l’opposto di quelli di El Niño. Anche se non sembrano influenzarsi l’uno con l’altro, la corrente più bassa de La Niña si registrò nel dicembre 1995, mentre la più forte di El Niño avvenne nel 1997. Una manifestazione de La Niña può durare dai 9 ai 12 mesi, anche se episodi eccezionali in passato l’hanno prolungata per ben 2 anni.

A latitudini più elevate, El Niño e La Niña sono in grado di influenzare il clima. Tuttavia, gli effetti di El Niño e La Niña a queste latitudini sono più chiaramente visibili in inverno. Negli Stati Uniti continentali, durante El Niño, le temperature in inverno sono più calde del normale negli Stati centrali del Nord, e più fredde del normale nel Sud-Est e Sud-Ovest. Nel corso de La Niña, le temperature invernali sono più calde del normale nel Sud-Est e più fresche nel Nord-Ovest. Dove El Niño provoca siccità (in particolare Australia ed Indonesia), La Niña provoca una maggiore umidità.

Questa corrente è così importante perché, insieme al Niño, permette previsioni migliori di potenziali episodi climatici estremi come inondazioni e siccità, che se predette in tempo potrebbero salvare migliaia di persone. Prevedere l’inizio di una fase di caldo o di freddo è fondamentale per aiutare a gestire meglio l’acqua, l’energia, i trasporti e l’agricoltura, in modo da ridurre le potenziali perdite.

Come per El Niño, anche la Niña si pensa sia collegata con il riscaldamento globale. Ed anche qui il responso è lo stesso, il riscaldamento globale non causa la corrente, anche se non ci sono elementi sufficienti per confermare l’ipotesi che possa aggravarne le conseguenze. In questo momento il NOAA ammette di non poter escludere la possibilità di collegamenti, ma che è troppo presto per dire definitivamente che vi è un legame.

Per approfondire:

Alluvioni in Australia, Niña e riscaldamento globale (video)
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[Fonte: NOAA]

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