Legambiente: Italia a tavola 2012, ecco cosa mangiano gli italiani

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Il quadro emerso dal rapporto Italia a tavola 2012 di Legambiente e Movimento Difesa del Cittadino denota un Paese in cui anche nella catena alimentare l’illegalità regna sovrana. Se da un lato alcune società cercano di fare dei loro prodotti di qualità delle eccellenze in Italia e all’estero, dall’altro anche grandi nomi di aziende del Made in Italy utilizzano materie prime di scarsa qualità, provenienti da Paesi lontani e non controllate. Dalla mozzarella di bufala prodotta con latte vaccino, all’olio deodato e colorato, si giunge al pesce congelato e venduto per fresco, alle conserve di pomodoro San Marzano provenienti da fuori Italia. Le storie sono tante, proviamo a sintetizzarle.

In Italia ci sono 243 denominazioni protette DOP, IGP, STG e oltre 520 denominazioni vitivinicole. Le sofisticazioni e le contraffazioni colpiscono proprio questi prodotti di eccellenza dell’Italia a tavola. La mozzarella di bufala è uno di prodotti più colpiti: dalla bufala alla diossina del 2008 alle mozzarelle blu del 2009. Nel 2011 il Comando provinciale dei Carabinieri e il Corpo forestale dello Stato hanno sequestrato oltre 1 quintale di mozzarella di bufala contraffatta perché prodotta con latte vaccino e venduta come bufala DOP. Nel dicembre 2011 oltre 2.ooo kg di latte di bufala è stato sequestrato dai militari del NAC perché provo della documentazione di provenienza. Questo in Italia mentre all’estero è venduta la “buffalo mozzarella” che del prodotto campano DOP non ha neppure il nome.

Vi è poi il business legato all’oro verde, l’olio extravergine di oliva che viene ricavato da una miscela di oli di semi e colorato alla clorofilla, deodato, olio proveniente dal Nord America, dalla Spagna e dalla Grecia e venduto per italiano. Le leggi a tutela dei consumatori ci sono, così come i controlli eppure le merci continuano ad essere contraffatte e sofisticate. Altro punto è quello del pesce congelato e venduto per fresco, allevato in acque inquinate da metalli pesanti, non rintracciabile, colpito dall’Ansakis, un parassita presente nele viscere di molti prodotti ittici tra cui il pesce azzurro che non deve essere consumato crudo o marinato. Per capire di cosa parliamo basta citare i dati dell’Agenzia delle Dogane che tra il gennaio 2012 e l’aprile 2011 ha controllato oltre 5 milioni di tonnellate di prodotti alimentari e ha sequestrato oltre 4 milioni di euro di prodotti contraffatti o sofisticati.

[Fonte e foto: Legambiente]

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