Legambiente, dossier Italia a tavola 2012

di Redazione 1

Verrà presentato domani il IX rapporto di Legambiente e del Movimento Difesa del Cittadino Italia a tavola 2012, il dossier sulla sicurezza alimentare. Dopo analisi e studi effettuati da accreditati enti di ricerca, potremo scoprire cosa arriva nei nostri piatti, dalle contraffazioni alle sofisticazioni che “colpiscono al cuore la cucina italiana”. L’appuntamento è per tutti a Roma, nella Sala Parlamentino del Ministero dello Sviluppo Economico, in via Molise 6, alle ore 10.00.

Legambiente da sempre sostiene uno stile di vita sano e naturale anche nell’alimentazione, laddove per genuinità e naturalità si intende la sicurezza alimentare: dunque cibi sicuri sotto il profilo igienico e sanitario, non contraffatti o sofisticato; cibi disponibili per quantità e accessibilità per tutti. Dopo il rapporto Pesticidi nel piatto continua ad informare e a  sostenere la causa con il dossier Italia a tavola 2012 che verrà presentato domani, in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino. Come spiegano, i cibi che finiscono nei nostri piatti sono garantiti da precise norme stabilite dall’Unione europea e da sistemi di controllo sull’intera catena alimentare che permettono di ricostruire il percorso inverso del prodotto, dalla coltivazione al piatto. Inoltre l’etichettatura fornisce precise informazioni sugli ingredienti che compongono il prodotto finito, sui valori nutrizionali e i metodi di produzione degli alimenti. Tuttavia quando entra in gioco la sicurezza alimentare

La linea di demarcazione fra qualità e quantità è molto sottile. La sicurezza alimentare esiste quando ciascun individuo, in ogni momento, ha accesso ad una quantità di cibo sufficiente, sicuro e nutriente in modo da soddisfare i bisogni dietetici e le prefrenze alimentari per garantire una vita sana e attiva.

Questo diceva il summit World Food del 1996 ma a distanza di anni, i principi rimangono gli stessi proprio perché l’accesso all’acqua e al cibo continua ad essere ancora un’emergenza mondiale in alcuni Paesi dell’Africa subsahariana.

[Fonte e foto: Legambiente]

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