Miniauto: il nuovo sogno degli adolescenti, ma sono davvero sicure ed ecologiche?

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Il regalo più ambito dai ragazzi non è più il motorino, ma la miniauto. Segno che i tempi sono cambiati, e i mezzi di trasporto anche!
Con il motore da 50 cc, simile a quello di uno scooter, o un diesel depotenziato di 400 cc, le microcar hanno il vantaggio di poter essere guidate già a 14 anni, facendo così gola agli adolescenti in cerca di autonomia di spostamenti.
E visto che anche le abitudini sono cambiate e tra palestra, cinema, lezioni di piano, uscite con gli amici, piscina, doposcuola, i figli di oggi stanno ben poco a casa, a molti genitori non dispiace non doverli più scarrozzare da una parte all’altra, e si dimostrano spesso propensi all’acquisto.
Le prestazioni delle miniauto non sono eccezionali visto che si raggiungono i 45 km/h di velocità massima, ma ciò che conta è che, a differenza del motorino, si viaggia all’asciutto quando piove o fa freddo, e si può persino portare un passeggero (ma in questo caso bisogna che il guidatore abbia raggiunto la maggiore età).


In Europa ne circolano circa 250 mila. In Italia solo nel 2006 sono state immatricolate più di 30000 microcar, il 22% del mercato dei motocicli. La città di Roma ne conta 10 mila, e sono gli unici veicoli che, insieme ai motorini, hanno il permesso di circolare in centro.
Il prezzo va da 9 ai 13 mila euro e non esiste alcun tipo di incentivo. Ma cosa convince i genitori all’acquisto, visto le cifre esorbitanti rispetto al più modesto motorino?
Chi tra voi si è ritrovato a chiedere il tanto agognato due ruote ai genitori conoscerà bene questa risposta: è pericoloso, poi a 18 anni ti compro la macchina che almeno ha 4 ruote ed è sicura. Già proprio così, è la sicurezza che convince all’acquisto. Ma sarà poi vero che sono così affidabili le minicars?
Non è proprio così. Le miniauto sono molto somiglianti alle ultracompatte Smart e Twingo, ma non possono superare il peso di 350 kg e hanno un limite di costi, che non garantisce ai costruttori di renderle abbastanza sicure.
Il telaio tubolare è in lega leggera e la carrozzeria è in plastica, reggono quindi bene ai piccoli impatti, ma gli airbag sono assenti nella grande maggioranza dei modelli.
I crash-test dell’Adac (il più grande autoclub d’Europa) hanno dimostrato che nell’impatto con un’auto tradizionale, le micro offrono poca protezione. Anche in caso di cappottamento gli abitacoli non hanno vere e proprie strutture di rinforzo.
Per quanto riguarda l’impatto sull’ambiente, le minicars hanno il vantaggio di poter entrare nelle zone a traffico limitato, perchè meno inquinanti. Ma sarà vero? In realtà anche le miniauto inquinano, se non sono elettriche. Inoltre rubano parcheggi alle auto più grandi, che continuano a girare invano alla ricerca di un posteggio, inquinando ulteriormente l’aria delle città.
La decisione del Comune di Roma di farle circolare in centro è, a mio avviso, fortemente discutibile. Se è vero che la città ha deciso di ridurre il numero dei veicoli che entrano in centro, perchè permettere alle minicars di circolarvi? Occupano più spazio dei motorini e questa licenza potrebbe far crescere il numero di acquirenti delle miniauto, affollando così il centro urbano e costringendo a revocare il permesso di circolazione tuttora vigente.
Che dire, ci sono i presupposti per una controtendenza, si rintorna al mitico vespino?

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