Museo del carbone alimentato dall’energia solare, accade in Gran Bretagna

di Redazione 1

Forse è il segno dei tempi che cambiano, o semplicemente la dimostrazione che le rinnovabili sono più convenienti dei fossili, ma qui siamo davvero al paradosso. Il Wales’ National Coal Mining Museum, il museo del carbone di Big Pit, nel South Wales, Regno Unito, da quest’anno sarà alimentato dall’energia solare. Il museo del carbone è un tuffo nella storia di oltre due secoli, con una “camminata” ad oltre 90 metri di profondità in una delle prime miniere della storia, “culla” della Rivoluzione Industriale.

Se vi trovate in quelle zone vi capiterà sicuramente di visitarla. La guida turistica vi mostrerà il processo di estrazione del carbone, la vita dei minatori…e quanto oggi tutto questo è cambiato. Sul tetto dell’edificio infatti sono stati montati dei pannelli solari. Incredibile ma vero, il luogo simbolo del carbone è alimentato dall’energia solare.

Sono stati installati infatti 200 pannelli fotovoltaici più altri 200 pannelli solari termici sull’edificio del National Collection Centre di Nantgarw. Peter Walker, direttore del museo, ha così giustificato questa scelta:

Il carbone è una parte importante del patrimonio Galles e l’energia verde avrà un ruolo importante nel suo futuro. L’energia solare nel museo del carbone è un modo fantastico per celebrare questo viaggio nazionale. Ma è tutt’altro che simbolico: il museo beneficia di riduzioni enormi dei costi energetici e un ritorno solido dalla tariffa feed-in.

Vantaggi che se fosse stato alimentato dall’energia del carbone non avrebbe ottenuto. Il calcolo fatto dallo staff del museo è un risparmio sulla bolletta elettrica di circa 400 mila sterline, quasi mezzo milione di euro nei prossimi 25 anni di vita dei pannelli, a cui si aggiunge un surplus di elettricità che verrà prodotta ma non utilizzata, e genererà un guadagno sul bilancio. Che sia questa la fotografia del mondo che cambia? Il carbone che appartiene al passato ed il sole energia del futuro? Noi ce lo auguriamo.

[Fonte e foto: Treehugger]

Commenti (1)

  1. Bell’articolo, ma concordo con chi dice… si spera sempre che alla fine vada tutto per il meglio!

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