Orlando: “abbattiamo le case abusive sulle sponde dei fiumi”

di Redazione 1

Il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando chiude ad ogni proposta di condono edilizio ed anzi, decide di rincarare la dose. Nonostante all’interno del suo Governo qualcuno aveva proposto nei giorni scorsi di riaprire al condono tombale, le dichiarazioni rilasciate ieri a Repubblica sembrano mettere la parola fine alla vicenda. Non solo infatti non autorizzerà una legge simile, ma è pronto ad abbattere le abitazioni costruite illegalmente e che rappresentano un pericolo per la vita di chi ci abita, e che si volevano condonare.

Bisogna lasciar passare il messaggio che la cementificazione è sbagliata e non si può ogni volta costruire senza regole perché tanto poi passa il condono e tutto va a posto.

Il condono è fuori discussione: fa parte di quel passato che ci crea ancora oggi tanti problemi. Ma fermare il condono non basta. La minaccia prodotta in molte aree del Paese da piogge sempre più intense e dalla cementificazione dilagante è tale che non agire in senso preventivo significa assumere la responsabilità di possibili disastri provocati da alluvioni e frane. Una casa illegalmente costruita nell’area che viene occupata dalla piena di un torrente può causare morti: dobbiamo lasciarla lì?

si chiede il Ministro, riferendosi ad episodi di qualche anno fa avvenuti in provincia di Messina in cui, durante una forte pioggia, il fiume su cui erano state costruite delle case si è ripreso il suo posto, travolgendo tutto ciò che c’era sopra. Disastri del genere, e gli esempi potrebbero proseguire all’infinito, ce ne sono stati tanti in questi anni, tutto grazie al concetto, valido fino a qualche anno fa, che mediamente ogni 5 anni arrivava un condono.

Tutto questo va aggiunto al consumo di suolo “dissennato”, come lo ha definito il Ministro stesso. Una pratica da sradicare proprio dalla mente degli italiani che pensano al profitto prima ancora del benessere del territorio nel quale vivono. Un territorio che a volte viene visto come un ostacolo allo sviluppo economico. È proprio da qui che bisogna ripartire, cominciando ad inserire l’ambiente tra le priorità del Governo Letta, come si propone di fare Orlando, e non farci solo una “area di attività” come tante.

Photo Credits | Getty Images

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