Petrolio: il picco di produzione potrebbe avvenire 10 anni prima del previsto

di Redazione 4

Gli sforzi delle energie alternative di attirare l’attenzione della società hanno ottenuto un premio: uno studio pubblicato sulla rivista della American Chemical Society’s Energy & Fuels ha rivelato che la tradizionale produzione di petrolio greggio potrebbe raggiungere il picco nel 2014: circa una decina di anni prima di quanto le previsioni avevano indicato in passato.

Lo studio, effettuato dagli scienziati in Kuwait, è basato su una versione modificata del modello di Hubbert, il quale è stato in grado di prevedere con precisione quando la produzione di petrolio raggiungerà il picco sin dal 1970, tenendo conto della complessità dei cicli di produzione di petrolio nei vari Paesi, i quali possono essere influenzati dai progressi tecnologici, dalla politica, dalle condizioni economiche e normative.

Ibrahim Nashawi e colleghi hanno valutato l’evoluzione della produzione del petrolio nei 47 principali Paesi produttori, i quali forniscono la maggior parte del petrolio greggio del mondo. In particolare, alcuni Paesi hanno già raggiunto il loro picco. Canada, Stati Uniti, Messico, Russia, Norvegia, Regno Unito, Cina, Iran e Indonesia hanno già toccato il massimo di produzione, secondo i calcoli dei ricercatori.

Ma ci sono molti Paesi che si prevede raggiungeranno il picco dopo il 2014, in particolare i Paesi membri dell’OPEC, i quali lo raggiungeranno nel 2026. La produzione irachena di greggio non si prevede possa raggiungere un picco fino al 2036 a causa è delle enormi riserve e per gli eventi politici che hanno influenzato la produzione. L’Arabia Saudita, la più grande riserva di petrolio al mondo,

resterà di gran lunga il maggior produttore di greggio per gli anni a venire

ha specificato lo studio. E ci sono altri Paesi che mostrano un “incremento promettente” nella produzione futura di petrolio, tra cui Iraq, Iran, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Venezuela, Nigeria e Libia. Degna di nota è anche la rivelazione che le riserve mondiali di petrolio si stanno esaurendo ad un tasso del 2,1% all’anno, mentre la riserva di petrolio greggio degli Stati Uniti si è impoverita a tre volte il tasso mondiale (6,3% annuo).

Se la tradizionale produzione di petrolio greggio raggiungesse il picco prima del previsto, si aprirebbero le porte alle opportunità di investire e sviluppare progetti con l’energia alternativa. Speriamo che almeno in questo modo le cose possano cambiare.

Fonte: [Treehugger]

Commenti (4)

  1. La data del picco è assai ballerina, e questo ha buona probabilità di lasciar spazio a quanti ci propinano il “petrolio infinito”.

    Ho scritto un commento al link a seguire:
    http://fardiconto.wordpress.com/2010/09/04/ancora-listat/

    Il problema italiano, certificato dai nostri ministeri, è la qualità dei petroli che lavoriamo: oggi sono estremamente scadenti. Facciamo sempre più fatica a cavarne carburanti.

    E’ una di quelle situazioni che riassumono bene l’idea secondo cui il petrolio che conta non è quello totale, ma bensì quello estraibile.

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