Petrolio, gli USA diventeranno il primo produttore mondiale entro 5 anni

di Marco Mancini 2

Il presidente Obama aveva affermato di voler investire nelle rinnovabili, ma nonostante questo non si ferma la macchina petrolifera. Con l’obiettivo di tagliare la propria dipendenza dalle risorse estere, gli Stati Uniti hanno avviato già da qualche anno un programma per il recupero delle fonti energetiche dall’interno dei propri confini. Ma l’incremento negli ultimi tempi è stato così repentino che secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) gli Usa potrebbero diventare il principale produttore di petrolio al mondo entro il 2017.

Si tratterebbe di una svolta storica che avrebbe enormi conseguenze. Prima di tutto perché l’Arabia Saudita è stata per anni la nazione più importante da questo punto di vista, e quindi questa decisione potrebbe cambiare gli equilibri socio-politici. Inoltre l’accelerazione nell’estrazione interna avrebbe due conseguenze: l’esaurimento delle scorte potrebbe velocizzarsi pericolosamente; ma soprattutto le emissioni degli Stati Uniti potrebbero riprendere a salire, portando ad una serie di reazioni a catena come il fatto che la Cina non vorrà più tagliare le sue emissioni se non lo fanno anche gli USA, perciò non lo farà nemmeno il Brasile e a seguire tutti gli altri Paesi.

Sì perché siccome nel sottosuolo non è che ci sia così tanto petrolio, gli americani lo andranno a recuperare o nelle complicate aree dell’Alaska, oppure lo recupereranno dalle sabbie bituminose che, insieme al fenomeno del fracking con finalità di ottenere gas scisto, aumentano le emissioni di CO2 in quantitativi molto maggiori rispetto alla classica trivella.

Un’altra conseguenza sarà che l’Arabia Saudita sposterà il suo petrolio dall’America alla Cina, rendendolo più economico e quindi probabilmente potrebbe rallentare lo sviluppo delle rinnovabili che proprio in Cina in questi ultimi anni ha trovato terreno fertile. A completare il quadro c’è che sono previsti nuovi aiuti per l’industria estrattiva che di conseguenza sottrarranno fondi importanti a quella rinnovabile. Il timore è che lo sviluppo dell’energia pulita possa subire un forte stop, facendo tornare il mondo indietro di qualche decina d’anni.

[Fonte: The Guardian]

Photo Credits | Getty Images

Commenti (2)

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