Pm10, 6.000 morti per polveri sottili in Italia

di Redazione 1

In Italia esiste un serial killer che fa stragi peggiori di qualsiasi assassino. Si chiama Pm10, e stando alle stime dell’Istituto di ricerca Nomisma, commette 5.876 omicidi all’anno, 16 al giorno. Si tratta delle ormai tristemente famose polveri sottili, delle microparticelle che emettiamo tutti i giorni dai tubi di scappamento delle automobili, ma non solo da lì, ed entrano nel nostro corpo attraverso la respirazione. Una volta raggiunti i polmoni, queste polveri si sedimentano e creano un gran numero di problemi, tra cui i più comuni sono i tumori.

Secondo quanto dice Nomisma, i più comuni sono il cancro alla laringe, alla trachea, ai bronchi e ai polmoni, ma non si fermano solo lì, in quanto queste particelle sono in grado di provocare malattie respiratorie e cardiovascolari. Circa seimila tra le morti che avvengono ogni anno in Italia dunque, sono riconducibili a questo problema.

Un dramma che non fa distinzioni geografiche, dato che, seppur essendo più concentrato al Nord Italia dove è più alta l’intensità delle industrie e delle automobili, non risparmia il Meridione. Le concentrazioni maggiori avvengono nella Pianura Padana, con Torino che ha la più alta concentrazione con 56,5 mg per metro cubo (i valori consentiti dalla legge non possono superare i 40 mg/m3), seguita da Milano con 49,2, Verona (47), Padova (46,7), Bologna (41,3) e Roma (40,4).

Se però in queste aree ci sono le concentrazioni maggiori di polveri sottili, al Sud dove l’aria è più “respirabile”, le morti non mancano, visto che si contano ben 130 morti all’anno a Bari, 124 a Messina e 110 a Catania. Numeri preoccupanti che impallidiscono di fronte a quelli di Roma, dove muoiono oltre mille persone l’anno a causa dell’inquinamento (1508, o 4 al giorno), o Milano e Torino dove muoiono rispettivamente 906 e 813 persone all’anno. Un dramma destinato a continuare se non si prendono provvedimenti che vanno oltre le idee strampalate dell’Eco Pass o di chiudere i centri cittadini alle auto.

Fonte: [Ansa]

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