Rio+20, cosa chiedono gli ambientalisti

di Redazione Commenta

Come abbiamo visto nei precedenti articoli, nonostante l’importanza del meeting Rio+20 che si terrà a Rio de Janeiro nei prossimi giorni, la politica sembra snobbare l’incontro perché tanto non se ne cava un ragno dal buco. Nonostante ciò però gli ambientalisti ed anche altri milioni di persone che non si definiscono tali sperano che qualcosa si riesca ad ottenere in questo vertice, e noi abbiamo provato a sintetizzare queste richieste in pochi punti elencati di seguito.

Essenzialmente l’obiettivo resta come sempre quello di ridurre l’inquinamento per mantere sotto controllo il riscaldamento globale e tutto ciò che ne deriva. Per far sì che ciò accada, prima di tutto si chiede che i Governi la smettano di finanziare le attività che riguardano l’estrazione e la lavorazione delle fonti fossili come il petrolio ed il carbone. In tutto il mondo ad oggi, nonostante la crisi economica, si calcola che i sussidi a quest’industria ammontino a 775 miliardi di dollari (un po’ più di seicento miliardi di euro). Soldi gettati in industrie sporche, dannose e destinate a sparire. Ma soprattutto soldi che vengono sottratti alle rinnovabili.

Fino a questo momento 53 dei 200 Paesi chiamati in causa hanno accettato di eliminare progressivamente questi sussidi, ma ancora molto poco è stato fatto. Come spiegano gli attivisti, è come se i Governi stiano finanziando quelle attività che stanno distruggendo il pianeta, e questo è inaccettabile. Anziché aiutare queste grandi lobby, questi soldi, o anche solo parte di essi, potrebbero essere destinati ad altre opere che invece farebbero bene all’ambiente e alle persone che vi ci abitano dentro.

Tra le attività che si chiede di finanziare ci sono il miglioramento delle varie reti energetiche in modo che tutti possano essere raggiunti dall’elettricità (sembra strano ma nel 2012 ci sono ancora centinaia di milioni di persone che non hanno l’elettricità), ed il finanziamento per le rinnovabili che sono la vera chiave di volta per il progresso nei Paesi del Terzo Mondo. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, dunque non un ecologista dell’ultim’ora, al passo attuale nel 2030 avremo un miliardo di poveri che non hanno accesso alla rete elettrica.

Ma non si parla solo di energia. Tra le richieste c’è anche quella del controllo demografico con la pianificazione familiare imposta per legge. Attualmente sulla Terra siamo 7 miliardi, ed al ritmo attuale rischiamo davvero di collassare. Per questo si chiede di investire nello sviluppo sostenibile che tenga conto che non è la quantità di figli che può portare ricchezza, ma la certezza che questi abbiano il giusto sostentamento. Infine si chiede di lasciare maggiore spazio in politica ai giovani che si sono dimostrati più attenti ai problemi del sociale e soprattutto all’ambiente, tematiche che a quei vetusti politici che comandano in tutto il mondo sembrano non interessare.

[Fonte e foto: Treehugger]

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