Documento IPCC online, ecco il suo contenuto

di Redazione Commenta

Nei giorni scorsi un documento dell’IPCC, il panel delle Nazioni Unite che si occupa di cambiamento climatico, è trapelato in via non ufficiale in rete. Alla diffusione della notizia abbiamo vissuto più o meno le stesse sensazioni di qualche anno fa quando delle email riservate dei revisori della rivista scientifica Science, in cui si faceva riferimento a dati non veri sul riscaldamento globale, dette adito e coraggio ai negazionisti che affermavano che si tratta di una montatura. Oggi ci hanno riprovato, ma sono stati subito fermati.

In sintesi, ciò che affermavano coloro che si oppongono alla teoria del riscaldamento globale era che in questo documento, anch’esso riservato, l’IPCC affermasse che gran parte del fenomeno fosse dovuto all’attività solare, e non all’uomo. Ovviamente nulla di tutto ciò era scritto nel documento, specialmente perché, stavolta in via ufficiale, appena poche settimane fa l’IPCC aveva sostenuto il contrario. Ma cosa c’era in questo benedetto documento?

Esattamente il contrario, e cioè che le attività umane sono le principali responsabili del cambiamento climatico. Non è esclusa l’importanza dell’attività solare, ed in una sola frase in tutto il documento si diceva che il peso del sole fosse maggiore di quanto ci si aspettasse. Ovviamente i negazionisti hanno fatto circolare in rete solo quell’unica frase, per farci credere che si trattasse della solita montatura di chissà quale entità globale.

A far circolare la voce è stato Alec Rawls, un blogger americano che si è auto-definito revisore scientifico del documento. La sua azione però non ha fatto altro che distogliere l’attenzione generale da altri punti che sono elencati nel testo, ma che sono stati fatti passare in secondo piano. Ad esempio che ci sono prove che i cicloni tropicali aumenteranno di intensità nei prossimi anni, oppure che la Corrente del Golfo, che per alcuni potrebbe persino arrestarsi a causa del riscaldamento globale, resterà lì ancora per i prossimi secoli, o ancora, la possibilità che il ghiaccio artico si sciolga completamente non solo è confermata per l’anno 2100, ma resta in piedi anche la remota ipotesi che lo scioglimento si completi mezzo secolo prima. Insomma, i negazionisti ci hanno provato ancora una volta, speriamo che, per il bene della scienza, non gli venga dato lo spazio che hanno ottenuto in altre occasioni.

[Fonte: New Scientist]

Photo Credits | Getty Images

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.