Riscaldamento globale, il lago che rischia di prendere fuoco

di Marco Mancini Commenta

Il riscaldamento globale ha provocato una serie di fenomeni naturali di ogni tipo, dallo scioglimento dei ghiacciai all’innalzamento dei mari, fino all’incremento delle tempeste e degli uragani. Ma questa non l’avevamo mai vista. Siamo in Canada, nella regione dell’Alberta, la quale ospita un lago che per colpa del clima che cambia potrebbe prendere fuoco. È il lago Abraham, un bacino artificiale molto ricco di metano.

Da qualche settimana infatti alcune rilevazioni scientifiche hanno notato la presenza sempre più massiccia di bolle al di sotto dello strato di ghiaccio che ricopre l’intero lago. Si tratta, dicono gli esperti, di bolle di metano. Questo gas si è auto-prodotto con la decomposizione di materiale organico come piante e pesci, ed è rimasto intrappolato sotto la coltre ghiacciata. Ora, con le temperature che sono più elevate, questa “protezione” potrebbe sciogliersi, e ci vuol poco per accendere la scintilla.

Purtroppo non è l’unico sul pianeta. Esistono in diverse parti del mondo diversi laghi ghiacciati che secondo gli esperti sono come delle bombe pronte ad esplodere a causa del loro alto contenuto di metano. E se non dovessero esplodere, comunque ci sarebbero conseguenze sull’ambiente visto che, con lo scioglimento dei ghiacci, il gas verrebbe liberato nell’atmosfera. Ed il metano è un gas che si ritiene sia più potente di 20 volte rispetto alla CO2 in quanto ad effetto serra. Il fenomeno dunque rischia di aumentare ulteriormente il riscaldamento globale.

In tutto ciò però c’è anche un aspetto positivo. Se anziché aspettare che prenda fuoco o che il gas si liberi nell’atmosfera, si trovasse il modo di estrarlo dal lago, questo materiale potrebbe essere utilizzato per scopi umani perché è esattamente lo stesso tipo di gas che utilizziamo noi oggi per il riscaldamento degli edifici. E non sarebbe la prima volta. Nonostante sia un Paese del terzo mondo, il Ruanda è l’unico finora sul pianeta a sfruttare un lago di metano, il lago Kivu, da cui viene estratto il gas che poi viene trasformato in energia elettrica. Tecniche simili sono utilizzate anche per estrarre una cosa chiamata idrato di metano, una forma congelata ed estremamente concentrata di metano, dal lago e dai fondali oceanici. Vedremo se l’uomo sarà sufficientemente scaltro dall’evitare un disastro ambientale e sfruttare questa situazione a suo favore.

Photo Credits | Getty Images

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