Il riscaldamento globale rischia di uccidere migliaia di indios

di Marco Mancini Commenta

3 milioni di alpaca. A tanto ammontano gli esemplari di animale, a metà tra un lama e una pecora, che dà da mangiare a centinaia di migliaia di indios del Sudamerica, in larga parte residenti in Perù. Di anno in anno questi si stanno riducendo sempre di più, fino a correre il rischio di mettere in pericolo non solo la loro esistenza, ma anche quella delle popolazioni che grazie a loro sopravvivono.

La causa? Il riscaldamento globale, che sta sciogliendo i ghiacciai nei quali questi preziosissimi animali vivono, e che non fa arrivare sufficiente acqua alle immense distese di verde nelle quali gli alpaca pascolano.

Gli altopiani andini sono tra i più colpiti dal riscaldamento globale, e hanno perso grosse percentuali di ghiacciai negli ultimi anni. Se contiamo che per alcune popolazioni l’economia si basa esclusivamente su questo animale, e per altre questo ne è comunque la colonna portante, si capisce come il destino di migliaia di persone sia segnato. Il resto dell’economia di quei Paesi è basata sull’agricoltura, e anche questa è minacciata dal riscaldamento. Basti pensare che il clima, tra i più rigidi, è diventato moderatamente temperato negli ultimi anni, e il rischio per i prossimi è di vederlo salire di categoria, fino a farlo arrivare ad un punto in cui tutti i tipi di coltivazione verrebbero rivoluzionati, mandando a gambe all’aria un intero sistema economico. E con la globalizzazione ci stiamo accorgendo cosa accade quando l’economia di una sola nazione entra in crisi.

La lana alpaca è una delle più pregiate al mondo, forse la più pregiata, in quanto non contiene linolina, non infeltrisce e non provoca allergie, qualità rare, ma che rischiano di diventare praticamente uniche, visto che la qualità della lana è dovuta anche alla salute dell’animale, che sta andando sempre peggiorando, ammesso che in un futuro ne esista ancora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.