Stop al land grabbing, l’appello di Oxfam ai leader del G8

di Redazione Commenta

Fermate il land grabbing: questo l’accorato appello di Oxfam ai leader del G8 che si riuniranno il prossimo 17 e 18 giugno in Irlanda. Il fenomeno del land grabbing ha effetti devastanti sulle economie locali, sugli ecosistemi locali, è caratterizzato da forte opacità e da una forte logica approfittatrice (qualcuno potrebbe anche leggerla come una forma di neocolonialismo).

Il land grabbing è un fenomeno ancora poco conosciuto da parte dell’opinione pubblica, nondimeno prosegue da molti anni con modalità spesso a dir poco opache, e con l’avallo (quasi sempre) dei paesi industrializzati coinvolti. Come ha spiegato di recente Elisa Cacciotti, direttrice Campagne per Oxfam Italia

L’assenza di trasparenza che caratterizza le grandi acquisizioni di terreni non giova a nessuno. Gli investitori possono rimetterci e le comunità più povere perdono letteralmente tutto. Il G8 deve sancire che le transazioni avvengano alla luce del sole, perché solo così si potrà porre fine allo scandalo del land grabbing.

Come ricorda Oxfam per l’occasione, nei paesi poveri ogni settimana un’area delle dimensioni di Ottawa viene non conquistata, ma acquistata da investitori esteri, quasi sempre grandi o grandissime aziende dei paesi del G8. Cosa chiede Oxfam, più in pratica, ai giganti che si riuniranno lunedì prossimo? Trasparenza. Un primo passo verso una regolamentazione del fenomeno del land grabbing.

Siamo lieti che il G8 affronti per la prima volta il tema delle grandi acquisizioni di terra, anche grazie alla pressione esercitata da Oxfam e da un crescente movimento della società civile globale. Crediamo che il primo passo per i paesi del G8 su questo tema sia mettere ordine a casa propria, chiedendo a tutte le aziende con sede nei loro rispettivi territori di condividere i dettagli degli accordi in cui sono implicati, coinvolgendo sempre le comunità toccate da tali accordi.

Purtroppo fino a oggi i vari governi si sono dimostrati alquanto sordi davanti al problema del land grabbing (orecchie da mercante?). Solo il fatto che ne vogliano discutere è sufficiente ad accendere un certo interesse: la speranza, è quella di un primo passo verso una mitigazione del fenomeno.

Photo credits | Lefranck su Flickr

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