L’UE, è ufficiale, adotta un protocollo sui rischi delle piattaforme petrolifere offshore della convenzione di Barcellona: lo scopo è quello di proteggere il Mediterraneo dai rischi e dall’inevitabile inquinamento connesso allo sfruttamento delle risorse petrolifere tramite piattaforme offshore.
Dall’UE giunge la notizia dell’adozione di un protocollo con l’obiettivo di salvaguardare meglio il Mar Mediterraneo dall’esplorazione e dalle trivellazioni vere e proprie per il petrolio. E di esplorazioni petrolifere nel Mediterraneo, come è noto, ne sono in corso diverse, il protocollo giunge quindi in un momento in cui i rischi d’inquinamento non sono bassi. Il protocollo della convenzione di Barcellona per la tutela del Mar Mediterraneo stabilisce che gli interessati debbano ridurre i rischi e l’inquinamento collegato alle esplorazioni e alla creazione e utilizzo di piattaforme petrolifere offshore, tanto per lo sfruttamento della piattaforma continentale tanto del fondale marino come del suo sottosuolo.
Con questo nuovo protocollo sulle piattaforme e le esplorazioni agli Stati e alle autorità interessate viene affidato, oltre a quanto spetta loro già da tempo come stabilito dalle leggi comunitarie, anche competenze in termini di valutazione degli impatti ambientali (e degli operatori) e in termini di autorizzazioni, premendo sull’importanza della cooperazione tra stati e stati come tra stati e organismi dell’UE, invitando le nazioni ad accelerare le procedure di attuazione di quanto deliberato dal corrente protocollo.
L’UE fa riferimento anche alle scoperte di nuovi giacimenti. Potremmo sintetizzare dicendo che la corsa all’oro nero ha senz’altro conosciuto un incremento in tempi recenti nel Mediterraneo e che questo protocollo ha l’obiettivo di sviluppare una migliore capacità di gestione dei rischi. Ovviamente è una misura che non può che essere accolta con favore, sebbene non saranno in pochi gli ecologisti convinti che una limitazione alle esplorazioni in sé sarebbe forse una risoluzione ancora migliore per salvaguardare il Mar Mediterraneo.
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