Unione Europea e Unep, nuovo accordo per rilanciare green economy e rinnovabili

di Marco Mancini 1

L’Unione Europea di certo sta facendo la sua parte per combattere il riscaldamento globale, l’inquinamento e promuovere le nuove tecnologie pulite, ma come sempre da soli non si va da nessuna parte. Per questo c’è bisogno del sostegno di tutti i Paesi del mondo, anche quelli più piccoli e poveri, e siccome non si può pretendere da loro gli investimenti possibili in Occidente, ecco che interviene l’Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite, da sempre al fianco dell’Europa.

Ieri è stato siglato un nuovo accordo tra questi due organi che prevede l’intervento in Paesi in via di sviluppo come molti africani, ma anche i Caraibi ed i Paesi del Pacifico, per incentivare ed avviare progetti di green economy. Negli ultimi tre anni sono stati avviati 60 progetti per un totale di 50 milioni di euro, e dato che queste iniziative hanno già cominciato a dare risultati, sarebbe un peccato non svilupparle. Così si inquadra il nuovo accordo 2011-2013.

La Commissione europea e Unep condividono diverse priorità. La gestione sostenibile delle risorse, il consumo sostenibile e la green economy sono fra quelle chiave

ha spiegato il commissario Ue all’Ambiente, Janez Potocnik, con una frase che racchiude lo spirito dell’accordo. Tra gli obiettivi, oltre alla creazione dei posti di lavoro nella green economy, allo sviluppo delle centrali rinnovabili e delle tecnologie di ultima generazione, rientrano anche la tutela della popolazione contro le sostanze chimiche tossiche, la gestione dei rifiuti, in particolar modo quelli pericolosi, l’abolizione di prodotti pericolosi come i pesticidi e la lotta contro la desertificazione che è un po’ il risultato della mancata azione in tutti questi campi negli ultimi decenni.

All’interno della collaborazione il fiore all’occhiello è il progetto Knossos che si prefigge l’obiettivo di ridurre il gap tecnologico tra i Paesi poveri e quelli ricchi, in ambito ambientale. Se infatti le tecnologie industriali sono difficili da far uscire da un Paese, almeno quelle che riguardano la produzione di energia pulita o l’efficienza energetica, che portano benefici a tutto il mondo, dovrebbero essere condivise, ed è proprio quello che Knossos si propone di fare. Il mezzo sarà una piattaforma online in cui i politici e i tecnici di tutte le nazioni potranno relazionarsi e scambiare informazioni, idee, ed avviare collaborazioni, oltre che istruire anche il pubblico che potrà accedervi liberamente.

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