Acqua, due generazioni e quella dolce non sarà più sufficiente

di Matteo Carriero Commenta

acqua dolceDue generazioni e l’acqua dolce non sarà più sufficiente per tutti i 9 miliardi di abitanti che vivranno sul pianeta. Da oltre 500 ricercatori provenienti da tutto il mondo, arriva la dichiarazione di Bonn: un appello affinché l’acqua possa essere preservata.

A Bonn si è da poco tenuto un importante convegno che ha visto riunirsi più di 500 ricercatori e scienziati da ogni parte del globo per parlare dell’acqua nell’era dell’Antropocene. Nell’appello denominato “Dichiarazione di Bonn” i ricercatori non solo hanno diffuso le stime secondo cui tra due generazioni l’acqua dolce non basterà a sopperire alle esigenze di 9 milioni di persone, ma hanno anche ribadito che la crisi dell’acqua si può evitare in quanto correlata “solo ad una cattiva gestione di questa risorsa essenziale e insostituibile”.

Gli scienziati tuttavia avvertono che se non si cambierà linea giungendo a una gestione molto più oculata e intelligente dell’oro blu si potrebbero innescare, oltre un certo punto, “cambiamenti irreversibili con potenziali, catastrofiche conseguenze”.

Gli scienziati hanno chiarito che lo stato di assoluta emergenza in cui il pianeta arriverà a trovarsi per l’acqua dolce può essere evitato. In merito a ciò, hanno indicato 6 punti fondamentali da tenere a mente per una gestione più attenta e sostenibile dell’acqua sul nostro pianeta. Per cominciare occorre potenziare la ricerca sul sistema idrico globale, poi occorre redigere una sintesi di tutte le conoscenze odierne sul sistema dell’acqua al fine di poterla proteggere meglio, occorre inoltre formare (d’urgenza) la prossima generazione di scienziati specializzati in tutto ciò che ruota attorno al settore idrico.

I 500 esperti riunitisi a Bonn hanno inoltre ricordato che è necessario migliorare il monitoraggio dell’acqua, nonché scegliere sempre soluzioni volte a salvaguardare gli ecosistemi e spingere più nel complesso, a una gestione dell’acqua che sia innovativa rispetto al passato. Ovvero, incentivare il cambiamento.

Photo credits | Laszlo ilyes su Flickr

 

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