Boom di biciclette in Giappone, scoppia il ciclo-pendolarismo

di Paola P. 2

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Due tokioti su tre usano le biciclette, secondo un rapporto diffuso dal governo della Capitale giapponese. Questa primavera, R25, una popolare rivista che si occupa di pendolarismo in bicicletta, ha osservato che questa è ora ufficialmente una tendenza.Questa moda è vista come elegante e sportiva al tempo stesso. Per lo scopo è stata anche coniata una nuova parola giapponese: tsuukin-isuto.  Tsuukin è la parola giapponese per il pendolarismo, a cui si aggiunge il suffisso Isuto (il nostro -ista), ed ecco che nasce: tsuukin-i-su-o-tsuukin ist.

Metropolis ha intervistato il proprietario di Y’s Road, un negozio specializzato in biciclette, con punti vendita in tutta la città. A proposito dei loro dati di vendita, essi si sono definiti come “molto sani” per il momento, alla faccia della crisi. Questo è potuto accadere perché nel frattempo, le vendite di autoveicoli sono crollate del 40% in Giappone nel solo mese scorso. Ma anche se le biciclette sportive non sono a buon mercato, i negozianti non notano corrispondenti cali delle vendite.

Ciò potrebbe spiegare perché, in recessione economica, le imprese e i negozi di biciclette sono in piena espansione. Le biciclette costano da 100,000 a 200,000 yen (700-1.500 euro, ndr), ma non abbiamo visto alcun calo delle vendite. La maggior parte delle persone sceglie le biciclette ibride, che combinano elementi di mountain bike e strada, il che li rende ideali per il pendolarismo.

Le bici più popolari in Giappone sono quelle che hanno batterie elettriche, ma vanno molto anche quelle per le madri che hanno il sediolino per portare i bambini a scuola. Ma su queste biciclette non ci sono cinture di sicurezza per i bambini o altre caratteristiche per cui, in Paesi in cui la legge è molto più severa, non possono essere vendute.

La Japan Cycling Association (JCA) però non è ancora molto contenta. La sua richiesta infatti è una legislazione che tuteli i ciclisti, ma denuncia anche una grave mancanza di corsie preferenziali, e la necessità di un maggior numero di società per riconoscere il pendolarismo in bicicletta sotto l’egida delle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro. Una nota positiva invece è che a Tokyo alcune società pagano un assegno mensile per il personale che si reca al lavoro in bicicletta, un bell’incentivo a lasciare l’auto inquinante a casa.

Fonte: [Treehugger]

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