Una casa su Marte, mattoni italiani sul Pianeta rosso

di Paola P. Commenta

Una nuova casa per l’uomo, è giusto iniziare a cercarla perché esaurite le risorse e contaminata ogni singola particella vivente sul nostro Pianeta, dovremo necessariamente rivolgere lo sguardo oltre i confini del globo e scovare nuovi territori da calpestare con la nostra a dir poco pesante impronta. Consoliamoci però perché su Marte, a quel punto, ci sarà molta vita o meglio ce la porteremo noi esportando anche un po’ di made in Italy che non guasta di questi tempi, no? Lasciando da parte l’ironia, il know-how italiano sulle nuove tecnologie colpisce ancora ed incide sull’avventura umana nello spazio. Dopo gli studenti dell’Università di Bologna che hanno inventato uno spray rivoluzionario per liberarsi dai rifiuti spaziali, oggi è il turno del genio sardo di stupire.

Loro sono i chimici cagliaritani dell’Università e del Centro di ricerca del Parco tecnologico della Sardegna (CRS4), meritevoli di aver sviluppato un sistema che consentirà agli esploratori di produrre i beni di prima necessità direttamente su Marte: dall’acqua all’ossigeno ai fertilizzanti alle piante commestibili.

Inoltre si potranno addirittura costruire mattoni per realizzare dei rifugi in cui ripararsi dalle rigide temperature marziane e dai raggi cosmici. I due processi tecnologici italiani sono diventati oggi brevetti internazionali e probabilmente verranno imbarcati sin dalla prossima missione sul Pianeta rosso. Si tratta nello specifico del Procedimento di fabbricazione di elementi per strutture abitative e/o industriali sul suolo lunare, marziano e/o di asteroide e del Procedimento per l’ottenimento di prodotti utili al sostentamento di missioni spaziali sul suolo marziano mediante l’utilizzo di risorse reperibili in situ.

Come ha spiegato Giacomo Cao, coordinatore del progetto COSMIC, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI):

L’idea è quella di sfruttare il suolo lunare e marziano per costruire delle strutture abitative o industriali; dal suolo lunare è possibile estrarre una sostanza chiamata ILMENITE (un ossido misto di ferro e titanio) utile a realizzare i manufatti per le strutture in questione. L’umanità sarà sempre più spinta a trovare nuovi spazi fuori dalla Terra per ricercare su pianeti vicini, come Luna, Marte e asteroidi, punti di appoggio e soluzioni di sopravvivenza per la futura colonizzazione di queste nuove dimore per l’uomo. La ricerca si sta muovendo in questa direzione, noi abbiamo già messo a punto nuove tecnologie per affrontare questa sfida e oggi ne abbiamo depositato i brevetti.

[Fonte: Agi]

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