Moda eco friendly Italia, un giro d’affari di 30 milioni di euro

di Fabiana Commenta

 

La moda eco friendly? In Italia continua a crescere a fino a questo momento riesce a generare un giro d’affari di oltre 30 milioni di euro. 

Numeri importanti per un settore che mostra l’intreccio tra agricoltura, ambiente e abbigliamento e che produce abito di ogni genere dal prêt-à-porter agli abiti da sera. 

E il settore del fashion green si accinge a crescere grazie al lancio di Agritessuti, un marchio nato da Cia-Agricoltori Italiani Donne in campo.

Agritessuti, il marchio italiano del fashion green

L’associazione femminile di Cia-Agricoltori Italiani Donne in campo ha promosso Paesaggi da indossare, un’iniziativa che intreccia le storie aziendali e le sfilate di moda per poter riuscire a creare una filiera del tessile made in Italy che abbia alcune precise caratteristiche. 

Dovrà essere 100% ecosostenibile, con tessuti e tinture naturali, tanto, qualità di riferimento del marchio Agritessuti. 

Un settore, quello del fashion green, profondamente in crescita come conferma la continua richiesta dei capi sostenibili in Italia.

Nel corso di due anni la richiesta di capi green è aumentata del 78% e il 55% degli utenti è anche disposto a pagare di più per capi ecofriendly.

L’industria tessile, la più inquinante al mondo 

Attualmente l’industria tessile è la seconda più inquinante al mondo, co-responsabile del 20% dello spreco globale di acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica. 

Per realizzare un maglietta si richiedono in media 2.700 litri d’acqua mentre per creare un paio di jeans servono fino a 10.000 litri. 

E visto che il consumo mondiale di indumenti è destinato a crescere di oltre il 60% entro il 2030, è indispensabile investire sulla potenzialità di una filiera del tessile ecologicamente orientata che possa riuscire a produrre i. 

Come richiede l’ONU, la sostenibilità deve necessariamente estendersi al business del tessile attraverso metodi di produzione salva-ambiente, grazie alle tinture che sprecano meno acqua o l’utilizzo di rifiuti come materia prima.  

Il progetto Agritessuti

La nuova filiera inedita degli agritessuti intende produrre lino, canapa, gelso da seta coinvolgendo tante altre aziende produttrici di piante officinali o magari associando la tintura dagli scarti dell’agricoltura (come foglie dei carciofi, le scorze del melograno o bucce della cipolla). L’appello dell’associazione Donne in Campo-Cia è quella di voler dar vita a tavoli di filiera dedicati con il coinvolgimento del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, a sostegno della produzione di fibre naturali. 

 

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