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Cavalli in viaggio verso la morte: storia di un odissea equina senza fine

E’ di qualche settimana fa la notizia che vede protagonisti i cavalli destinati alla macellazione, che giungono in Italia dopo estenuanti viaggi-tortura.
Vengono in prevalenza dalla Spagna e dall’Est Europa, in particolare dalla Lituania, dalla Romania e dalla Polonia.
Circa l’80% dei cavalli vivi che viaggiano attraverso l’Europa sono destinati al mercato italiano. ll percorso verso la morte li vede rinchiusi nei camion, ammassati l’uno contro l’altro in pochissimo spazio ed in ambienti angusti, impossibilitati a muoversi.

La durata del viaggio può sfiorare la soglia delle 36-46 ore. D’estate la temperatura dentro ai camion arriva a superare i 40°C e spesso gli sfortunati animali non hanno acqua a sufficienza per dissetarsi, nè cibo per ristorarsi. Soltanto nel 2006 hanno viaggiato in questo stato deplorevole ben 80 mila equini destinati alla macellazione.


La denuncia arriva dalla Lav (Lega AntiVivisezione) che ha diffuso un video shock sull’odissea degli equini da macello.
L’Italia macella ogni anno 170 mila cavalli e detiene il primato europeo per il consumo di carni equine.
La cifra resta elevata, malgrado registri una lieve flessione rispetto ai dati registrati negli anni Novanta. Pensate che solo nel 1995 nel nostro Paese sono stati macellati 260 mila esemplari.
Il consumo di carne di cavallo è concentrato in alcune regioni: la Puglia consuma il 32% del totale nazionale, la Lombardia il 14,3%, il Piemonte il 10,8%, l’Emilia Romagna il 9,2%, il Veneto il 7,6%, il Lazio il 5,5%.

I controlli della polizia hanno documentato la sofferenza e la crudeltà a cui sono sottoposti i cavalli destinati al macello. La normativa comunitaria che stabilisce il riposo, il ristoro e il viaggio in box singoli dei quadrupedi, viene ignorata nella maggior parte dei casi.
Provate ad immaginare cosa succederebbe se migliaia di persone fossero costrette a viaggiare su un autobus, ammassate l’una sull’altra, senza potersi muovere, senza acqua, senza cibo, esposti alle intemperie, al caldo o al freddo.
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Ecco, i nostri amici equini provano esattamente questo, e il tutto prima di andare a morire!
La Lega Antivivisezione ha chiesto ai ministri della Salute e delle Politiche Agricole di fermare questo crudele trasporto di animali vivi. Speriamo presto in una svolta positiva e in maggiori controlli.
Nel frattempo, pensiamoci su prima di ordinare carne di cavallo!
Mi è capitato di vedere dal vivo dei branchi di cavalli allo stato brado, come quelli della foto quì a lato, durante un escursione nel Parco Nazionale del Pollino. Rappresentano la libertà allo stato puro, imprigiornarli così crudelmente è davvero riprovevole. Riflettiamoci!

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