Il mondo rischia di rimanere senza frutta, la previsione di Greenpeace

di Marco Mancini 1

mondo senza frutta greenpeaceLa gran parte della frutta del mondo potrebbe un giorno sparire. A presentare oggi questo scioccante scanario è Greenpeace, l’associazione ambientalista che, tra le tante sue battaglie, oggi ci spiega l’importanza delle api. Non che sia una novità, è ben noto sin dalle scuole elementari che questi insetti fanno letteralmente “girare il mondo” grazie alla loro funzione impollinatrice. Ma il fatto che il loro numero si stia assottigliando sempre di più ogni anno che passa sembra essere alla base della crisi alimentare mondiale. Ed anche per quella futura.

Secondo la relazione presentata in questi giorni dal titolo “Api in declino”, i pesticidi e gli altri prodotti chimici usati oggi dall’industria agraria per la colture intensive stanno ammazzando questi preziosissimi animali. Alla lunga potrebbero persino farli estinguere in alcune parti del mondo, comportando così una riduzione del 75% di alcuni tipi di frutta fondamentale come mele, fragole, ma anche pomodori e mandorle, per un danno stimato di 265 miliardi di euro.

Oltre a perdere tre quarti della frutta e degli ortaggi, il mondo rischierebbe di perdere quasi del tutto le piante selvatiche che per il 90% dipendono proprio dalle api. Ma come fare per ridurre o eliminare del tutto il problema? La soluzione del bando dei pesticidi è utile, ma non risolutiva. Infatti altri problemi derivano anche dai metodi di coltivazione, i quali spesso introducono alimenti non adatti ad alcune regioni, facendo così sviluppare dei parassiti che uccidono le api e mettono in pericolo ettari di vegetazione. A tutto ciò poi si aggiungono anche i cambiamenti climatici.

Per questo Greenpeace ha avviato una nuova campagna europea per promuovere un’agricoltura ecologica, che tenga conto delle peculiarità ambientali e del suolo, e che faccia ritornare i coltivatori ad agire come accadeva una volta quando tutti questi agenti chimici (ed i problemi che ne sono derivati) ancora non esistevano. Inoltre la richiesta è rivolta anche ai Governi europei che devono vietare l’utilizzo di determinati agenti chimici sul proprio territorio per evitare questa preoccupante moria.

Le evidenze scientifiche sulle conseguenze dei pesticidi più dannosi per le api sono chiare. Non possiamo permetterci di perdere le api e il resto degli impollinatori naturali: l’Italia e gli altri Paesi europei devono agire per vietare queste sostanze killer. La drastica riduzione delle api è solo un sintomo di un sistema agricolo che ha fallito, basato sull’uso intensivo di prodotti chimici per servire gli interessi di potenti multinazionali come Bayer e Syngenta. Incrementare subito metodi agricoli sostenibili è l’unica soluzione a lungo termine per salvare le api e l’agricoltura in Europa

ha spiegato Federica Ferrario, responsabile della campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace.

Photo Credits | Getty Images

Commenti (1)

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