OGM? No grazie, l’appello di Greenpeace ai politici italiani

di Redazione Commenta

In campagna elettorale, si sa, i politici ricevono proposte e richieste da tutte le parti. Ultimamente sono molto attive le associazioni ambientaliste come ad esempio Greenpeace che “pretende” una risposta chiara sul problema degli OGM. Gli organismi geneticamente modificati, ritenuti oggi di dubbia sicurezza da gran parte del mondo scientifico, sono stati banditi da quasi tutto il territorio europeo. Non dall’Italia però. Per questo l’associazione vorrebbe che i candidati fossero chiari nelle loro pretese, e facessero una legge anti-OGM sin dai primi giorni del mandato del nuovo Governo.

Greenpeace è solo la più in vista delle 29 associazioni che hanno firmato l’appello, per una causa che accomuna tutti.

Chiediamo in modo chiaro e trasparente a tutti i partiti e candidati impegnati nella consultazione elettorale di esprimersi in merito alla adozione, entro sessanta giorni dalla data di formazione del Governo, della clausola di salvaguardia da notificarsi alla Commissione europea, su iniziativa dei Ministri delle Politiche agricole, alimentari e forestali, della Salute, dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, al fine di vietare ogni forma di coltivazione di OGM autorizzata a livello europeo (mais MON-810 e patata Amflora) a tutela della sicurezza del modello economico e sociale di sviluppo dell’agroalimentare italiano

si legge sul comunicato. La sovranità alimentare di un Paese è importante, specialmente quella di un Paese come l’Italia che fa del cibo uno dei suoi cavalli di battaglia. I motivi dietro l’opposizione a queste colture sono molteplici e vanno dalla mancanza di sicurezza all’omologazione di tutte le colture che ammazzerebbe il Made in Italy, fino alla limitazione della capacità di azione delle migliaia di aziende agricole di produrre frutta e verdura proprie e caratteristiche, in favore delle grandi multinazionali che annullerebbero la concorrenza. Per non parlare dell’equilibrio ambientale che verrebbe fortemente compromesso.

Anche la FAO, che combattendo la fame nel mondo in teoria potrebbe essere a favore di questa scelta, si oppone agli OGM, e quindi un motivo concreto ci sarà. Lo hanno colto in quasi tutti i Paesi del mondo, e così speriamo che quando l’Italia avrà un Governo stabile, potrà unirsi al coro di disprezzo verso queste colture da laboratorio che di naturale non hanno assolutamente nulla.

Photo Credits | Getty Images

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