Il nucleare farebbe bene all’Italia, parola di Patrick Moore, un ex di Greenpeace

di Marco Mancini 3

 Il nucleare è buono e fa bene. A dirlo è Patrick Moore. Si, avete capito bene, non è un caso di omonimia. E’ proprio lui, uno dei padri fondatori di Greenpeace, l’associazione ambientalista più famosa al mondo. Le sue dichiarazioni a favore di un ritorno all’atomo hanno sollevato numerose polemiche, soprattutto tra gli ambienti di quella che è ormai, a tutti gli effetti, la sua ex organizzazione. A Greenpeace lo definiscono, infatti, un caso da psicoanalisi, in evidente contrasto con le sue posizioni, l’associazione sta combattendo attivamente per evitare la riconversione dell’Italia all’energia nucleare.

Le dichiarazioni di Moore sono arrivate a margine dei due appuntamenti previsti per la sua tappa romana, uno dei quali si è svolto all’Auditorium dell’Enel. Moore si è dichiarato favorevole alla costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano, come unica soluzione definitiva agli approvvigionamenti energetici.

Citiamo dall’Ansa:

l’energia nucleare ”fondamentale per la riduzione della CO2” e ”importante dal punto di vista ambientale perchè non produce inquinamento causato invece dalle fonti fossili”. Ed anche sul fronte dei costi, spiega, il nucleare è ”l’unica energia che può sostituire la produzione derivante da combustibili fossili su scala mondiale mentre l’eolico e il solare sono troppo costose” anche in rapporto al contributo che sono in grado di dare: l’85% di tutte le energie viene da fonti fossili, il 7% dal nucleare e il 7% dall’idroelettrico ”tutte le altre, rinnovabili comprese insieme fanno l’1%. Per Paesi come l’Italia, che non hanno giacimenti di combustibili fossili, ”l’unica soluzione – dice Moore – per avere disponibilità di energia elettrica è il nucleare”: un’ energia ”pulita e sicura”, e di cui ”non bisogna avere paura”.

E hanno invece paura che le sue dichiarazioni vengano ricondotte all’associazione a Greenpeace, dove si affrettano a precisare che Moore non è affatto il padre fondatore dell’organizzazione ambientalista:

Patrick Moore semina spesso e volentieri informazioni false. Moore non è il fondatore di Greenpeace, anche se ha fatto parte del gruppo di persone che, negli anni Settanta, hanno costruito l’organizzazione per poi allontanarsene nel 1985 a causa di gravi dissensi.

Secondo Greenpeace oggi Moore non è altro che un ambientalista in carriera, finanziato dalle industrie del legname e del nucleare. Voi che ne pensate?

[Fonte: Ansa Ambiente]

Commenti (3)

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