Petrolio: possibile razionamento entro il 2020?

di Marco Mancini Commenta

Sono in molti a ventilare da anni la possibilità che il mondo raggiunga il picco del petrolio, ma visto che prima l’Agenzia Energetica Internazionale e poi il Governo degli Stati Uniti hanno ammesso la concretezza di questa possibilità, può essere che ci siamo più vicini di quanto pensassimo. Secondo la IEA in particolare, gli addetti alle statistiche mondiali sul petrolio hanno gonfiato i dati, e per questo ha senso iniziare a pianificare un mondo dove l’energia proveniente da combustibili fossili è molto più scarsa di quello a cui siamo abituati.

Dall’altra parte dell’oceano, un gruppo di parlamentari britannici sta studiando la prospettiva di un razionamento del carburante in un futuro non troppo lontano. Il motivo è chiaro: se, come sembra, il picco di petrolio significa la fine della società dei consumi, o semplicemente che i prezzi dell’energia saranno ancora più elevati di oggi tanto da provocare delle turbolenze economiche, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche. Per questo pensare al razionamento significa trovare un modo per procrastinare quest’eventualità, dando la possibilità alla scienza di trovare una soluzione in tempo.

Secondo un nuovo rapporto commissionato dal Gruppo Parlamentare sul picco di petrolio, un sistema di quote energetiche negoziabili (TEQ o Tradable Energy Quotas) fornirà un modo facilmente misurabile, equo e pratico per facilitare il passaggio alle tecnologie verdi, mantenendo un uso più efficiente dell’energia e garantendo anche che la crisi energetica non lasci nessuno al freddo. Il sistema è ancora in fase embrionale e non ha ancora preso forma, ma probabilmente dovrebbe funzionare all’incirca come il sistema del Cap and Trade che ha quote di inquinamento commerciabili.

Shaun Chamberlain, Direttore del Lean Economy Connection e co-autrice del rapporto, spiega:

Le quote di energia negoziabili sono l’unico modo per ridurre le emissioni di carbonio e al tempo stesso garantire che ognuno abbia un accesso equo alle fonti di energia limitata. E’ anche un’alternativa alle tasse sul carbonio. Ci troviamo in tempi difficili, e non dovremmo prendere i soldi dalle persone che ne hanno più bisogno. Il TEQ serve per motivare le persone a cooperare alla sfida comune per ridurre drasticamente la nostra dipendenza dai combustibili fossili.

Sicuramente il sistema incontrerà una forte opposizione, anche perché farlo adottare da tutto il mondo si rivelerà un’impresa piuttosto ardua. Tuttavia, se le peggiori previsioni sul picco del petrolio dovessero rivelarsi vere, questo potrebbe essere l’unico mezzo a disposizione, almeno finché l’energia rinnovabile non sarà in grado di sostituire definitivamente i combustibili fossili.

[Fonte: Treehugger]

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