Vai al contenuto
Home » Ambiente » Animali » Arkansas: dopo la pioggia di uccelli anche la moria di pesci

Arkansas: dopo la pioggia di uccelli anche la moria di pesci

Dopo il Capodanno di Beebe iniziato con la pioggia apocalittica di migliaia di merli morti, l’Arkansas è ora colpito, a soli tre giorni di distanza, da un altro inquietante fenomeno. Dopo i volatili è la volta dei pesci. Si sta verificando, infatti, la moria di 100.000 pesci tamburo del fiume Arkansas nei pressi di Ozark, una località a circa 200 km da Beebe.

Esclusa, tramite le opportune analisi, l’ipotesi di un avvelenamento di massa dovuto ad un supposto inquinamento delle acque del fiume, funzionari di stato, biologi, e tossicologi stanno indagando sulle possibili cause di questa fulminante e virulenta epidemia e stanno verificando eventuali, probabili collegamenti tra i due ravvicinati eventi.

I pesci morti ricoprono le sponde per circa 32 chilometri di fiume vicino alla cittadina di Ozark,

ha detto Keith Stephens dell’Arkansas game and fish commission alla Cnn.

Le prime carcasse si sono arenate sulle sponde giovedì, giorno dal quale hanno continuato ad aumentare fino all’attuale quota di circa 100.000. L’ipotesi di un avvelenamento dovuto a contaminazione delle acque è stata scartata, precisa Stephens, perché:

Se fosse colpa di un agente inquinante dell’acqua, avrebbe colpito ogni specie, non solo i pesci tamburo.

Anche una bassa dose letale, una particolare ipersensibilità della specie nei confronti di un particolare inquinante che ne giustifichi la morte selettiva sembrerebbe poco plausibile.

Se la morte dei pesci non è dovuta ad avvelenamento è ancora più improbabile che lo sia quella degli uccelli, sulla quale causa vi è ancora il  mistero.  Secondo l’ornitologa responsabile del caso, Karen Rowe, è improbabile che i merli siano stati avvelenati dato che con ogni probabilità fanno parte dello stesso stormo  caduto in volo.

Altre ipotesi, ancora da scartare che potrebbero spiegare la moria dei merli dalle ali rosse sono la grandine ad alta quota o, molto meno credibile, un “bombardamento” di botti di Capodanno.

Altre più allarmate voci assolutamente non ufficiali  che girano tra i blog e che riportiamo per fornire un quadro completo, parlano addirittura delle prime avvisaglie dell’inversione del campo magnetico terrestre, che sarebbe prevista per il fatidico 2012 e che avrebbe disorientato le mappe magnetiche con le quali gli uccelli si orientano.

[Fonte: Repubblica.it, Ilmessaggero.it]

Panoramica sulla privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

Puoi regolare tutto le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.