
Se ogni tanto guardate un telegiornale, vi capita di aprire un giornale o semplicemente navigate in rete sarà impossibile che non vi siate mai imbattuti nella notizia delle morti di massa di uccelli, pesci e tantissimi altri animali che pare stiano improvvisamente partecipando ad un suicidio di massa. Sembra ormai diventata una moda, ha cominciato l’Arkansas, poi si sono susseguiti diversi eventi negli Usa e al di fuori, compreso quello italiano di Faenza, e poi in tutto il mondo sono stati registrati almeno 30 diversi incidenti che coinvolgono centinaia di migliaia, se non milioni, di animali.
Ma cosa sta succedendo? Sicuramente c’è un motivo comune, anche se questi tipi di eventi si verificano più frequentemente di quanto ci rendiamo conto. All’inizio si è pensato potesse essere solo una coincidenza, o forse sono eventi che accadono quotidianamente ma che stavolta, raccontato il primo, tutti gli altri sono venuti a galla. Ma studiando bene il fenomeno, sembra che non sia solo questo.
Google ha deciso di impiegare il suo strumento Maps per creare una mappa virtuale con tutti gli eventi registrati negli ultimi giorni. Il sito Treehugger ha così deciso di indagare, ed ha rilevato che:
- Dei 30 eventi elencati (e forse non saranno nemmeno tutti) 20 riguardano animali acquatici (per lo più pesci, ma un incidente ha coinvolto i lamantini, grandi mammiferi acquatici del genere dei trichechi), 9 sono incidenti di massa di uccelli ed uno di pipistrelli.
- Di questi, 5 episodi sono stati il risultato di inquinamento da fonti accertate o sospettate, 2 incidenti sono causati da malattie (anche queste alcune accertate, altre sospettate), 2 sono stati causati da condizioni associate con la produzione alimentare industriale (acquacoltura e pesca su larga scala commerciale); uno (tra gli uccelli) è il risultato della mutilazione o qualche tipo di violenza diretta, ed un altro è il risultato degli schianti contro veicoli a motore in un luogo in cui questi eventi si verificano di frequente, anche se su scala minore.
- 4 delle morti di uccelli (quelle che qualcuno ha imputato alla fine del mondo, altri a qualche esperimento militare andato storto) si sospetta si siano verificati a causa dei fuochi d’artificio che hanno spaventato e disorientato gli stormi.
- Gli altri casi si sospetta siano stati causati da temperature estremamente differenti dalle temperature medie stagionali, sia in positivo che in negativo.
L’unico episodio di pipistrelli morti può essere attribuito ad esempio al caldo fuori stagione nel sud dell’Arizona. Un altro episodio della morte di uccelli in Nuova Zelanda può essere attribuito a condizioni anormali dovute alla corrente nota come La Niña. Due episodi di moria di pesci in Australia sono il risultato diretto di inondazioni estreme. I pesci dei restanti undici casi sono il risultato di condizioni di freddo anomalo verificatesi nelle acque del Regno Unito, Canada, Florida e Sud Carolina. Probabilmente ci saranno rimasti male gli “apocalittici” che annunciavano la fine del mondo. Ma, a quanto pare, continuando di questo passo fenomeni del genere saranno sempre più comuni.
[Fonte: Treehugger]