Italiani sempre più preoccupati dai cambiamenti climatici

di Redazione Commenta

Nonostante il Governo italiano stia prendendo meno provvedimenti, rispetto agli altri Paesi Occidentali, per contrastare i cambiamenti climatici, gli italiani sembrano sempre più preoccupati di ciò che potrà accadere in futuro. A spiegarlo è stato un sondaggio commissionato da Bruxelles all’Eurobarometro, da cui è risultato un dato sorprendente: se gli europei sono preoccupati dei cambiamenti climatici, gli italiani lo sono ancora di più.

Infatti la media europea, su un totale di 30 mila persone intervistate, sulla percezione del pericolo dei mutamenti climatici afferma che per il 2% il riscaldamento globale non è una priorità e non è da annoverare nemmeno tra i problemi più urgenti. In Italia invece è solo l’1% a pensarla così, segnale che si tratta di un problema molto sentito, e che pare essere avvertito più dalle donne che dagli uomini.

Al contrario, coloro che si rendono conto della gravità della situazione e che la ritengono ai primi posti nella lista dei problemi sono il 65% (in linea con la media europea), mentre il 23% pensa che non è poi così importante e si sta esagerando nel dargli tutto questo peso (la media europea è 27%). Com’era ovvio aspettarsi, le persone più preoccupate dei cambiamenti climatici sono coloro che più li vivranno sulla propria pelle, e cioè i più giovani, quelli della fascia d’età 15-24 anni, in cui ben il 70% si preoccupa, mentre circa la metà, il 51%, ha ammesso di aver intrapreso qualche azione per tentare di contribuire ad invertire la rotta e risolvere il problema.

Ma per gli italiani, nonostante sia una delle priorità, il cambiamento climatico non è il maggior problema che gli toglie il sonno. Al primo posto, e non poteva essere altrimenti vista la crisi economica, c’è la povertà, seguita dalla carenza di acqua e di cibo; ma c’è anche la paura del terrorismo ad anticipare i problemi dell’ambiente. In questo le media europea però ci sorpassa, ponendo il problema ambientale al secondo posto, dietro soltanto alla recessione economica.

Fonte: [Ansa]

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