Per due mesi, fino alla metà del prossimo mese di dicembre, a Bologna c’è la Casa dell’energia, al numero 46 di via Aldo Moro, dove è stato allestito un apposito spazio espositivo per organizzare incontri, dibattiti e seminari incentrati rigorosamente sui temi inerenti il risparmio energetico, l’economia verde e le fonti rinnovabili.
A darne notizia è stata l’Amministrazione regionale dopo che nei giorni scorsi è stato Gian Carlo Muzzarelli, Assessore regionale alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna, ad inaugurare la Casa dell’Energia dove, inoltre, si punta anche ad avviare l’iter che porterà poi alla definizione del nuovo Piano energetico regionale.
Gli obiettivi della Regione Emilia-Romagna sono ambiziosi, al punto che proprio l’Assessore Muzzarelli ha fatto presente come l’Amministrazione con il nuovo Piano energetico regionale sia intenzionata ad innalzare l’asticella per quel che riguarda la potenza complessiva cumulata da impianti di produzione di energia pulita sul territorio emiliano-romagnolo. Il target, entro la corrente legislatura, è infatti quello dei 1.000 Megawatt da fonti rinnovabili. Il tutto in base alla consapevolezza che l’unica strada da percorrere è quella del risparmio energetico, dell’economia verde e della produzione di energia pulita al fine di garantire sostenibilità e qualità della vita e dell’ambiente.
A valere sul triennio 2011-2013, secondo quanto dichiarato da Franco Grillini, presidente della Commissione assembleare attività economiche, si vuole far leva per il nuovo piano energetico sul coinvolgimento di tutti i soggetti interessati attraverso l’adozione di un metodo partecipato che si metta in ascolto delle organizzazioni imprenditoriali, delle aziende, dei cittadini, e chiaramente anche delle istituzioni per sostenere l’innovazione e la ricerca con rilevanti sbocchi e sviluppi occupazionali. Dai dati presentati nei giorni scorsi, in accordo con un’indagine sull’economia verde realizzata da Ervet, nella Regione Emilia-Romagna ci sono attualmente ben duemila imprese “verdi” in grado di dare lavoro a 230 mila persone, e di generare annualmente un fatturato superiore ai 60 miliardi di euro.