Ecco come risponde il mondo alla rivoluzione ecologica di Obama

di Marco Mancini 2

Il suo insediamento avverrà tra soli 4 giorni, ma i suoi programmi sono già molto chiari: si uscirà dalla crisi principalmente grazie all’ecologia. Tra i provvedimenti che il neopresidente degli Stati Uniti Barack Obama ha intenzione di intraprendere, ci sarà una manovra da 150 miliardi di dollari (sul totale dei 770 di cui avrà bisogno), da investire nell’ambito ecologico. Dove esattamente si conosceva da tempo: solare, eolico e industrie con basse emissioni di carbonio.

Tutto questo significherebbe in prima istanza l’indipendenza quasi totale degli Stati Uniti dalle fonti energetiche straniere, ma anche (ed è questo il punto fondamentale) la nascita di milioni di posti di lavoro che riassorbirebbero tutti quei dipendenti che hanno perso il posto durante questi mesi di crisi economica. Sono stimati in circa 5 milioni i posti di lavoro disponibili nell’ambito ecologico. Altri provvedimenti saranno intrapresi per l’industria dell’auto, dato che pare essere proprio l’auto ecologica il mezzo del futuro, l’unico in grado di far uscire dalla crisi l’industria automobilistica. Siamo ancora a livello progettuale, ma già in giro per il mondo ci sono molte nazioni che stanno prendendo ad esempio le parole di Obama e si stanno attrezzando per imitarlo, dalla Gran Bretagna al Giappone, fino addirittura alla Corea del Sud.

Ad esempio sull’idea che riguarda gli investimenti sulle rinnovabili, i britannici stanno già prendendo provvedimenti per adeguarsi all’esempio americano, come suggerisce Michael Jacobs, consigliere del Primo Ministro Gordon Brown, il quale ha definito questo provvedimento un “movimento pulito riconosciuto dal Governo e da imitare”.

In Corea del Sud apprezzano molto l’idea di investire, con la politica della detassazione, sulle aziende che producono poca CO2, e per questo il Parlamento coreano ha già stanziato il corrispettivo di 200 miliardi di dollari in questa direzione, con un fine ultimo di creare nuovi posti di lavoro. Ma il risultato maggiore finora si è avuto nell’industria dell’automobile. Desiderosa di uscire dalla crisi, le grandi case automobilistiche hanno capito che l’unico modo per farlo è puntare sulle macchine verdi. E così al salone dell’auto di Detroit, che si sta tenendo in questi giorni, spuntano come funghi auto elettriche ed ibride, dalle Mercedes alle Lexus, fino alla Toyota, tutte con l’intento di costruire auto ad emissioni vicine allo zero. Speriamo che in questo modo anche in Italia si muova qualcosa.

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