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Da Katrina a Gustav, l’intensificarsi degli uragani è provocato dal riscaldamento degli oceani

Che il surriscaldamento della Terra e delle acque fosse un fenomeno tremendamente rischioso per molte specie viventi e per l’equilibrio degli ecosistemi globali, era un fatto noto da tempo ad esperti e a chiunque guardasse più in la dei telegiornali, approfondendo temi che raramente vengono toccati, se non di striscio, dai principali network di informazione.
Basti pensare che la circumnavigazione dell’artico, resa possibile per la prima volta dallo scioglimento in massa dei ghiacciai, è stata presentata quasi come una bella notizia, e il viaggio intorno al polo disciolto probabilmente andrà ad arricchire le brochures delle agenzie di viaggio, magari con vicino una bella foto degli orsi morti che galleggiano dopo essere caduti dagli iceberg e aver smarrito la terraferma.
In effetti, per gli esemplari alla deriva di cui vi avevamo parlato qualche giorno fa mostrandovi una foto davvero terribile, non c’è più nulla da fare.
Sembra infatti che siano destinati a soccombere e a morire di una morte atroce, vista l’impossibilità per gli ambientalisti del WWF di portarli in salvo, impossibilità determinata dalle difficili, per non dire impossibili, operazioni di salvataggio.

Per quanto riguarda il polverone mediatico sollevato dall’arrivo dell’uragano Gustav, che ha portato all’evacuazione in misura preventiva, dopo l’esperienza tragica di Katrina, della città di New Orleans, c’è da dire che poco si è detto su giornali e televisioni delle cause che stanno determinando l’intensificazione e l’aumento di  potenza degli uragani tropicali.
I ricercatori della Florida State University e dell’università Wisconsin-Madison hanno recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Nature uno studio che fa luce sui fattori determinanti il fenomeno.


Primo imputato, neanche a farlo apposta, è il riscaldamento delle acque degli oceani.
Gli studiosi hanno analizzato i dati raccolti dai satelliti relativamente alla velocità dei venti e alla durata dei cicloni in un arco di tempo che va dal 1981 al 2006.
L’esame statistico delle informazioni satellitari ha registrato un trend ascendente nella velocità dei venti nonchè un aumento degli uragani nell’area dell’Oceano Atlantico settentrionale e dell’Oceano Indiano settentrionale.

Secondo i calcoli dello studio, anche un aumento pari ad un solo grado della temperatura delle acque può portare ad un incremento senza paragoni dei cicloni: la frequenza globale degli uragani potrebbe aumentare del 31%, con una crescita annuale di 13-17.
Questa intensificazione trova una spiegazione nella teoria del calore come motore dell’intensità dei cicloni. Se le acque superficiali diventano più calde, gli oceani hanno a disposizione più energia, che rilasciano proprio nei venti tropicali dei cicloni, che diventano in tal modo più potenti e distruttivi.

Nei prossimi anni, gli uragani andranno ad intensificarsi ulteriormente, provocando danni che non potranno più essere taciuti o passati sotto silenzio come fenomeno naturale.
Questo tipo di surriscaldamento globale, qualsiasi cosa se ne dica, è tutto tranne che un fenomeno naturale: è provocato dall’uomo e solo l’uomo ha il potere di fermare l’autodistruzione della specie e del pianeta intero.

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