Vai al contenuto
Home » Persone & Società » Legislazione » Decreto fonti rinnovabili: aziende GIFI preoccupate

Decreto fonti rinnovabili: aziende GIFI preoccupate

Sulle rinnovabili ammontano a 40 miliardi di euro gli investimenti programmati che sono a rischio, assieme a ben 10 mila posti di lavoro, dopo l’emanazione, nella giornata di ieri, del Decreto sulle rinnovabili da parte del Consiglio dei Ministri. A farlo presente con una nota emessa in data odierna, venerdì 4 marzo 2011, è stato il GIFI che ha sottolineato come le aziende associate siano preoccupate, anzi sconcertate dal Decreto Rinnovabili dopo aver effettuato un’attenta rilettura dello stesso.

Di conseguenza è stato chiesto con urgenza, presso i Ministeri competenti, l’apertura di un tavolo tecnico visto che, in particolare, preoccupa la decisione di rinviare ad un nuovo decreto, entro la data del 30 aprile 2011, la determinazione della quota annua di potenza da impianti da fonti rinnovabili che può essere incentivata; così come le aziende GIFI sono fortemente preoccupate sull’attuale Conto Energia che, stando a quanto emerso dal Decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, si andrebbe ad applicare sono ed esclusivamente a quegli impianti fotovoltaici il cui allacciamento in rete avvenga entro e non oltre la data del 31 maggio del 2011.

In merito a questa data le aziende di ANIE-GIFI, in particolare, chiedono di posticiparla al 31 dicembre 2011, e di andare a rimuovere la quota massima annua di potenza che può essere incentivata. L’ANIE-GIFI sin da ora, inoltre, si è dichiarata disponibile per andare a presentare delle proposte operative responsabili che, in condivisione con tutti gli altri operatori, possano garantire al mercato del fotovoltaico una crescita sana.

Secondo quanto dichiarato da Valerio Natalizia, Presidente del GIFI, il Decreto Rinnovabili così come è stato approvato dal CdM rischia con effetto immediato di innescare il blocco delle assunzioni, il taglio delle risorse per la ricerca e lo sviluppo, il ricorso, da parte delle imprese della filiera, alla cassa integrazione straordinaria per ben 10 mila lavoratori, unitamente al blocco di ingenti investimenti programmati che, come sopra accennato, ammontano a ben 40 miliardi di euro.

Panoramica sulla privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

Puoi regolare tutto le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.