
Il problema del mancato boom dell’idrogeno per auto sta diventando come il mistero se sia nato prima l’uovo o la gallina. La nuova domanda è: Le stazioni ad idrogeno sono ubicate in maniera conveniente agli angoli delle strade in tutto il mondo? E quali sono gli ostacoli del marketing che bloccano lo sviluppo dei veicoli ad idrogeno?
Secondo un articolo apparso su Technovation (un periodico internazionale di innovazione tecnologica) ci sono due barriere che ostacolano l’efficienza delle infrastrutture dell’idrogeno: l’essere economicamente accessibili e pubblicamente accettabili.
Dopo oltre 100 anni di regno del petrolio come carburante dominante nei trasporti, la scarsità, l’alto costo e il bisogno di diminuire le emissioni sta lentamente facendo scendere dal trono questo regnante piuttosto scomodo. Secondo il professor Winebrake dell’Università di Rochester, e il professor Meyer dell’Università del Delaware, la tecnologia dell’idrogeno ha le potenzialità per diventare la predominante nel futuro prossimo, ma bisogna prima eliminare quegli ostacoli che bloccano la sua crescita.
“I consumatori non possono usufruire di macchine ad idrogeno se non ci sono stazioni di servizio che lo offrono, ma al contempo le infrastrutture non si sviluppano se non ci sono veicoli che le supportano”
E’ questa la tesi di Winebrake, che pone quindi un problema vecchio come il mondo. Nel loro studio, gli autori hanno creato un modello al computer, chiamato H2Vision, che simula le relazioni dinamiche tra i veicoli e le loro stazioni di rifornimento. Usando questo modello loro sono in grado di stabilire come si sviluppa il ciclo tra i due fattori, al fine di individuare gli aiuti pubblici per incentivare il trasporto ad idrogeno. La conclusione a cui sono arrivati è la seguente: investimenti iniziali in stazioni di servizio ad idrogeno con stazioni di supporto “a grappolo”, cioè in ordine sparso nelle principali regioni urbane, magari anche affiancate a quelle a benzina, così che i consumatori possano rifornirsi facilmente e in maniera più conveniente rispetto alla benzina.
In una seconda fase le politiche di Governo devono essere improntate ad un supporto al mercato dei veicoli ad idrogeno, in maniera da far circolare auto pulite con costi ridotti all’osso. Il rifornimento domestico potrebbe essere un’altra via per incoraggiare lo sviluppo del mercato, ma a patto di rendere questa tecnologia accessibile a tutti. Secondo il professor Winebrake, in questo modo il settore del trasporto ad idrogeno diventerà il principale entro la prossima decade.