Elezioni USA, i programmi ambientali di Romney e Obama

di Redazione 2

Con il ritiro dalla corsa alle primarie di Santorum dovuto a motivi personali, e con la distanza siderale che c’è tra Romney e gli altri altri candidati, si capisce che sarà lui lo sfidante Repubblicano di Barack Obama per le elezioni presidenziali che si terranno a fine anno. Man mano che si avvicina la fatidica data conosciamo sempre di più le intenzioni che hanno i due politici sul programma ambientale. Vediamo quali sono.

Come era risultato evidente anche in passato, sembra che da questo punto di vista non ci sia partita. Anche se Romney, per scopi puramente elettorali, ha dichiarato di non voler essere nemico dell’ambiente, le decisioni che prenderebbe da presidente degli Stati Uniti sembrano molto preoccupanti. Tanto per cominciare ha annunciato di non voler ripristinare alcune leggi ambientali, bloccare l’EPA (l’Agenzia di Protezione Ambientale) che per i Repubblicani è peggio del diavolo, ed approvare “il primo giorno” (così ha dichiarato) il documento che afferma che il cambiamento climatico non esiste. Per questo pare proprio che Obama non si debba sforzare più di tanto per risultare il candidato più green agli occhi dell’opinione pubblica.

Secondo quanto dichiarato proprio da Romney però, qualche provvedimento verrà preso. Ad esempio ha intenzione di ridurre l’inquinamento da carbone, che è già qualcosa, anche se si oppone alla fissazione di limiti alle emissioni. Ha intenzione anche di favorire le politiche sul risparmio energetico. Sull’incidenza dell’attività umana sul riscaldamento globale non sembra però avere le idee chiare. In un convegno affermò che noi eravamo direttamente responsabili dei cambiamenti climatici; una settimana dopo disse di non aver mai pronunciato quelle parole. In ogni caso risulta un forte sostenitore (come tutti i Repubblicani d’altronde) delle perforazioni petrolifere e del recupero del greggio dalle sabbie bituminose.

E Obama come risponde? In qualità di presidente, raramente ha sostenuto seri sforzi per contenere l’inquinamento, ma almeno qualcosa l’ha fatta. Raramente ha voluto menzionare il discorso sul cambiamento climatico negli ultimi anni per evitare di “scivolare” sulla classica buccia di banana, anche se è evidente che almeno non tenti di negarlo. Purtroppo al momento dei trattati internazionali sul clima è stato uno di quelli che ha tirato il freno, e questa di certo non è una buona politica ambientale. Ha ancora qualche confusione sulla politica energetica, dato che non vuol dire basta al nucleare e concede ancora autorizzazioni alle trivellazioni petrolifere, anche in aree sensibili, ma in compenso sostiene il passaggio all’energia pulita finanziando con miliardi di dollari diversi progetti. Tra questi c’è anche quello per creare veicoli più efficienti ed ha intenzione di seguire l’EPA nella stesura del testo per limitare l’inquinamento industriale e le emissioni di gas serra.

Le premesse per Obama sono buone, l’attuazione in questo suo primo mandato è stata a singhiozzo, e questo a molti non è piaciuto, ma è evidente che se si tenta di paragonare i due, non c’è partita. Anche gli ambientalisti più radicali non possono di certo preferire Romney a Obama, dato che poche leggi ambientali sono meglio di nessuna legge ambientale.

[Fonte e foto: Treehugger]

Commenti (2)

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