Usa, un confronto sulle politiche ambientali dei candidati

di Marco Mancini 1

Nelle scorse settimane ci siamo concentrati sulle critiche alla politica ambientale praticamente assente di Mitt Romney, candidato alla Casa Bianca dei Repubblicani, e su quelle alla politica delle promesse di Barack Obama, presidente in carica dei Democratici. Ma non ci dimentichiamo che alle prossime elezioni USA di novembre ci sarà anche una terza candidata, Jill Stein del Partito dei Verdi. Come si pongono questi tre sulle varie tematiche che l’America va ad affrontare? Lo vediamo dopo il salto.

Fracking: da noi è un tema praticamente sconosciuto, ma in America ha un seguito molto importante. Per dirla in maniera semplice è una sorta di trivellazione che si fa con l’acqua per ricavare petrolio e gas dalle rocce. Molto remunerativo ma anche molto inquinante. Su questo tema Obama e Romney concordano che, almeno per quanto riguarda il gas naturale, questo è il futuro. Solo la Stein si oppone a questa pratica.

Trivellazioni: Obama accenna soltanto alla possibilità di ridurre le trivellazioni, ma viene da un primo mandato in cui le ha di fatto aumentate. Romney invece non lascia dubbi: le trivellazioni interne devono aumentare per ridurre le importazioni di petrolio. La Stein invece vorrebbe bloccare le nuove trivellazioni e gradualmente ridurre quelle esistenti quasi a zero.

Sabbie bituminose: Romney sostiene la politica delle sabbie bituminose e degli oleodotti che passano da una parte all’altra il Paese; Obama ha tentato in tutti i modi di evitare l’argomento (visto che non è popolare ma è stato promosso proprio durante il suo mandato), mentre la Stein si oppone fermamente.

Nucleare: Obama e Romney sono d’accordo sul continuare con la politica del nucleare. Obama incoraggia le nuove licenze per costruire centrali, Romney vorrebbe addirittura accelerarle. Ovviamente la Stein vi si oppone.

Carbone: Obama vuol puntare sul carbone pulito ed un programma decennale per svilupparlo; Romney vorrebbe razionalizzare l’utilizzo del carbone, tentando di salvaguardare la salute dei cittadini senza dover chiudere le centrali, la Stein invece vorrebbe gradualmente chiudere tutte le centrali a carbone.

Rinnovabili: Romney non ha mai nascosto la sua opposizione alle energie rinnovabili, ed in particolare all’eolico. Secondo lui puntare sull’energia pulita è una perdita di tempo e di soldi, e così ha promesso che finanzierà soltanto dei programmi che aumentino l’efficienza delle centrali, ma non concederà sussidi a chi vorrà costruirle. Obama ha sempre sostenuto le rinnovabili ed ha promesso che continuerà a farlo, promettendo aiuti statali. Purtroppo però l’attuale presidente non ha posto obiettivi come invece ha fatto Jill Stein che ha promesso una transizione verso il 100% rinnovabile entro il 2050.

A voi (e agli americani) giudicare qual è la migliore campagna ambientale all’interno di quella elettorale.

[Fonte e foto: Treehugger]

Commenti (1)

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