Elezioni Usa, Sandy sposta il dibattito sul cambiamento climatico

di Marco Mancini Commenta

Sembra di rivivere la situazione del 2011 quando, in pieno dibattito sul nucleare, l’incidente di Fukushima portò milioni di persone alle urne per votare nel referendum abrogativo. Oggi, a pochi giorni dalle presidenziali Usa, è un altro evento catastrofico, l’uragano Sandy, a spostare l’attenzione verso le tematiche ambientali. Dopotutto nessuno può rimanere impassibile di fronte alle immagini di una città come New York paralizzata, o al New Jersey la cui costa è stata spazzata via. E così ci sono buone possibilità per Obama di vincere non tanto perché ha portato avanti una buona politica, ma perché il suo sfidante ne ha promosso una pessima.

L’attacco più feroce è arrivato da Bill Clinton, ex presidente americano del Partito Democratico, che ha definito le tematiche ambientali dei discorsi di Romney soltanto “qualcosa di cui ridere”. Ed in effetti non ha tutti i torti visto che per il candidato Repubblicano l’ambientalismo è soltanto un fastidio, qualcosa di contorno. Clinton spiega che Romney ha ridicolizzato gli sforzi per combattere il cambiamento climatico in quanto “non economicamente vantaggiosi”. Come se la salute umana e quella dell’ambiente fossero monetizzabili.

Ma contro Romney si sono schierati anche diversi rappresentanti del suo stesso partito, ed in particolare quei sindaci e governatori delle aree colpite da Sandy. Torna a farsi sentire anche Al Gore che spiega come Sandy sia solo la manifestazione più lampante di quello che lui andava dicendo da anni, e che aveva già predetto nel 2010 quando le inondazioni di Nashville furono attribuite ai cambiamenti climatici.

La crisi climatica è diventata realtà. L’Uragano Sandy è un segnale preoccupante di ciò che sta per arrivare. Dobbiamo prestare attenzione a questo avvertimento ed agire rapidamente per risolvere la crisi climatica. L’energia sporca rende il clima sporco

ha spiegato Gore. E mentre Romney preferisce tacere per evitare di perdere ulteriori consensi visto che le elezioni sono alle porte, Obama si fa sentire e ricorda che lui è l’unico che ha a cuore le tematiche ambientali. Betsy Taylor, una delle sue portavoce che si occupa di tematiche no-profit, ha giustificato l’operato di questi ultimi 4 anni con la necessità di far fronte alla crisi economica che non ha lasciato molto spazio di manovra al presidente. Ad ogni modo qualche importante provvedimento l’ha preso, ed ha ricordato al mondo che Obama è stato il primo presidente della storia americana a ricevere, nel 2009, le delegazioni degli ambientalisti alla Casa Bianca. Sarà sufficiente come giustificazione per le migliaia di persone arrabbiate per la mancata azione sui temi ambientali?

[Fonte: The Guardian]

Photo Credits | Getty Images

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