
Grandi città e vaste aree del Paese sono da giorni in uno stato di allerta dovuto agli alti livelli di inquinamento in atmosfera. Una vera e propria emergenza smog che incide sulla qualità della vita di milioni di persone e che nel lungo periodo può avere effetti molto negativi anche sulla salute.
Smog, i numeri allarmanti del particolato
Un recente studio diffuso dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) a fine novembre fornisce numeri inquietanti sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini europei. La relazione mostra come nonostante gli sforzi compiuti dai paesi dell’Unione Europea per la riduzione delle emissioni inquinati, la maggior parte dei cittadini europei che vivono in città continua ad essere esposta a livelli di inquinanti atmosferici considerati non sicuri dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
La relazione dell’AEA spiega in particolare che all’interno della generica definizione di smog sono il particolato (PM), l’ozono troposferico (O3) e il biossido di azoto (NO2) le tre sostanze più problematiche per la salute umana. Particolarmente critica si dimostra l’esposizione prolungata al così detto particolato fine (PM 2,5) composto da particelle solide di diametro uguale o inferiore ai 2,5 µm. Per effetto delle dimensioni estremamente contenute il particolato fine ha una elevata capacità di penetrazione nel sistema respiratorio e nei polmoni in particolare. I dati dell’AEA riferiti al 2012 stimano che in Europa l’esposizione al particolato fine provochi circa 432 mila morti premature. In questo contesto l’Italia è tra i paesi più esposti con 59 mila morti premature, un livello raggiunto solo dalla Germania che tuttavia ha una popolazione nettamente superiore a quella italiana. Livelli particolarmente elevati di esposizione al PM 2,5 si registrano in particolare in Pianura Padana dove diversi fattori concorrono ad innalzare i livelli di concentrazione del particolato. Tra questi gioca un fattore importante la configurazione geografica del territorio che favorisce l’accumulo dello smog e limita lo lo scambio d’aria con gli strati più alti dell’atmosfera.
Il particolato può essere causa di malattie cardiovascolari e polmonari o può essere un fattore aggravante in malattie dovute ad altre cause. Nel 2013 stima l’AEA l’87% della popolazione urbana nell’Unione Europea è stata esposto a concentrazioni di PM 2,5 superiori a quelli definiti dall’OMS, un valore che scende al 9% rispetto ai valori limite definiti dalle meno rigide normative europee. Si stima inoltre che limitando le concentrazioni di particolato fine ai valori limite descritti dall’OMS si potrebbero avere 144 000 morti premature in meno all’anno rispetto ai livelli attuali. Un efficace contrasto all’inquinamento atmosferico avrebbe quindi ricadute positive sia direttamente sulla salute dei cittadini europei che sui bilanci dei sistemi sanitari nazionali.
I danni dell’ozono troposferico e del biossido di azoto
Anche l’ozono troposferico, una molecola instabile composta da tre atomi di ossigeno, rientra tra gli inquinanti atmosferici più pericolosi per la salute umana. Gli stessi dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente mostrano come sempre nel 2012 questa sostanza sia stata causa di circa 17 mila morti premature in Europa di cui ben 3300 solo in Italia. Anche in questo caso il nostro Paese si colloca in fondo alla classifica con livelli di mortalità che sono più che doppi rispetto ad esempio a quelli della Francia.
Nel 2013 si calcola che il 98% della popolazione urbana dell’UE sia stata esposta a livelli di ozono troposferico superiori alle raccomandazioni dell’OMS, un dato che scende al 15% rispetto ai limiti meno restrittivi fissati dall’Unione. L’alta concentrazione di ozono produce peraltro effetti negativi anche su colture agricole, foreste e piante riducendone la produzione o la crescita.
Il biossido di azoto (NO2) produce effetti negativi sulla salute umana che risultano numericamente quattro volte superiori rispetto all’ozono. Lo studio AEA stima infatti che sempre nel 2012 questa sostanza sia stata responsabile di 75 mila morti premature in Europa di cui ben 21600 in Italia, che anche in questo caso registra il dato peggiore in assoluto tra i paesi considerati. In questo contesto tuttavia è stato calcolato che ‘solo’ il 9% della popolazione urbana dell’Unione Europea è stata esposta a concentrazioni superiori a quelle definiti dall’OMS. È interessante inoltre osservare come il maggior rischio di esposizione al biossido di azoto si registri in prossimità delle strade, essendo questa sostanza legata ai motori a combustione.
Gli effetti negativi del biossido di azoto si concentrano sul sistema respiratorio, va inoltre sottolineato come questo composto contribuisca anche alla formazione di particolato ed ozono, partecipando quindi indirettamente ad innalzare i livelli di queste sostanze.
Considerando quindi quelle che nelle condizioni attuali sono le tre più pericolose sostanze che compongono lo smog atmosferico, lo studio dell’AEA ha calcolato complessivamente 524 mila morti premature in Europa nel 2012. In Italia con lo stesso criterio si arriva ad un totale di 84.400 morti premature sempre in riferimento al 2012. Dal rapporto dell’AEA emerge ancora come in alcune aree urbane europee sia alta l’esposizione al benzo(a)pirene mentre le normative che hanno limitato l’impiego di zolfo nei carburanti hanno notevolmente abbattuto la presenza di anidride solforosa. Anche monossido di carbonio, benzene e metalli pesanti sono stati generalmente al di sotto dei livelli fissati dalle normative europee.
L’emergenza smog di fine anno
Questo fine 2016 resterà nelle cronache italiane anche per il diffuso allarme smog con molte città che si trovano ormai da giorni oltre i livelli di guardia. Una situazione anomala creata da una prolungata stabilità meteorologica che da diverse settimane ha visto la quasi totale assenza di perturbazioni significative sul territorio italiano. La stagnazione dell’aria da un lato e l’assenza della funzioni purificatrice della pioggia dell’altro hanno così determinato un innalzamento della concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria per molti giorni consecutivi.
Salvo novità dell’ultima ore, molte città della penisola si preparano a provvedimenti straordinari in questi ultimi giorni dell’anno per cercare di arginare l’emergenza smog. Il comune di Milano in particolare ha annunciato il blocco della circolazione privata il 28, il 29 ed il 30 dicembre dalle ore 10 alle ore 16. Una modalità ripresa anche da altre città lombarde come ad esempio Pavia. Il comune di Roma invece ha scelto per i giorni del 28 e del 29 di istituire la circolazione al targhe alterne con il medesimo obiettivo di ridurre la concentrazione degli inquinanti atmosferici.
Photo Credits | European Environment Agency (AEA)