Fuori dal tunnel del gas serra: un’autostrada per gli animali in Gran Bretagna

di Paola P. 1

Proteggere la biodiversità è oggi uno tra gli obiettivi primari di scienziati ed ambientalisti.
C’è chi pensa alla clonazione degli animali per salvare le specie a rischio, chi agli ecotipi alimentari per tutelare l’ambiente originario delle piante agricole, e c’è chi si domanda come faranno flora e fauna accaldate a scappare dalle temperature roventi.

Quando gli effetti dei cambiamenti climatici ed il surriscaldamento terrestre renderanno inospitale e inabitabile l’ecosistema di piante e animali, quale superoe bipede salverà gli abitanti della Terra meno evoluti?
Senza condizionatore e bibite refrigeranti, la vita è dura per i nostri amici animali.
Ecco perché nella Severn Vale, nel Gloucestershire in Gran Bretagna, è in progettazione una vera e propria via di fuga per gli animali.


Il piano di evasione dell’associazione Gloucestershire Wildlife Trust prevede la costruzione di un’autostrada per gli animali. Proprio così, avete capito bene, dopo il marciapiede per i pedoni, la pista ciclabile e la corsia d’emergenza, ecco finalmente una strada riservata agli animali.
Un corridoio lungo 50 chilometri e largo sedici, permetterà agli animali di spostarsi verso zone più fresche, quando le temperature saliranno alle stelle, per effetto dell’uomo, cioè dei mutamenti climatici.

Secondo le previsioni degli esperti i cambiamenti climatici dei prossimi cinquant’anni porteranno la fauna selvatica della Severn Vale a spostarsi di ben quattrocento chilometri più a nord, per cercare zone in cui la temperatura sarà quella attuale. Ma non tutte le specie sarebbero in grado di farlo, visto che l’ambiente necessario ad uno spostamento così lungo dovrebbe garantire cibo al popolo animale migrante, ed un terreno umido e paludoso per alcune specie di piante.

Da qui l’idea di un corridoio che li conduca facilmente al loro ambiente e di cui potranno beneficiare uccelli come i beccaccini e i chiurli, mammiferi tra cui la lontra, il topolino delle risaie (Micromys minutus, il più piccolo roditore britannico), la lepre e alcuni rari invertebrati. Tra le piante, alcune erbe spontanee che hanno bisogno di ambienti paludosi.

Il costo dell’operazione ammonta, secondo il Times, a 500 mila sterline (633 mila euro), e dovrà raccogliere la collaborazione di allevatori e proprietari terrieri della zona, ma per salvare la biodiversità a Gloucestershire non si bada a liti di territorio e spese. Beati loro

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