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Il maggior ghiacciaio argentino si sta ritirando. Un’altra conseguenza del riscaldamento globale

perito moreno

Ci eravamo occupati qualche giorno fa del distacco di un iceberg al Polo Sud dovuto al riscaldamento globale. Il fenomeno era dovuto ad un innalzamento delle temperature che faceva sciogliere poco per volta la lastra di ghiaccio che teneva unite diverse masse solide o liquide-solidificate.

La stessa cosa sta avvenendo molto più vicino a noi. Il fenomeno dello scioglimento è accaduto in questi ultimi mesi anche in Argentina, quindi già nel mondo civilizzato, e non solo in un posto così lontano che tanto non interessa a nessuno. La zona interessata è il Perito Moreno, uno dei ghiacciai più grandi del mondo, presente nella regione argentina della Patagonia. Questo pezzo di terra rappresenta com’era il nostro pianeta nell’era Quaternaria, e per questo motivo l’Unesco lo ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità.


42 chilometri cubici di acqua per 14 metri di spessore si sono ritirati quest’anno, facendo perdere un lembo estremo alla Cordigliera. E la cosa grave è che questo fenomeno si è ripetuto per il quinto anno consecutivo.
“Il ritiro del Perito Moreno è solo l’ultimo dei disastri ambientali nel Parque nacional de los glaciares – ha dichiarato Jorge Rabassa, ricercatore argentino del Centro Australe di ricerca scientifica – molti dei piccoli ghiacciai della Cordigliera hanno ormai superato il punto critico. Il loro bacino è tanto piccolo che anche se ci fossero numerose stagioni fredde e precipitazioni abbondanti la neve non potrebbe fermarsi fino a ricreare il ghiacciaio”.

Questo spettacolo naturale ha da sempre attirato i turisti per i continui crolli delle pareti di ghiaccio sul lago, ma tra un pò essi potranno vedere solo dell’acqua dolce che lascia la parete. Il ritiro dei ghiacciai è una cosa normale, dato che con la stagione calda si ritirano, e poi con l’inverno ritornano al loro stato naturale. Ma in questi ultimi anni le temperature, anche delle stagioni più fredde, si sono alzate troppo, e la riduzione temporanea è quasi il doppio del riformarsi del ghiaccio.
Il risultato, secondo Rabassa, potrebbe essere la sparizione dei ghiacciai più piccoli della Patagonia nei prossimi 40 anni.
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