Il te’ verde: chi è questo alleato per la nostra salute?

di Barbara 1

Il te’ verde è una bevanda, di cui si parla sempre piu’ spesso, per le sue proprieta’ benefiche e per la sua azione ad ampio raggio. Esso deriva da una pianta, la Camelia sinensis, originaria della Birmania, coltivata in India, Giappone e Cina. Sono numerosissimi gli studi effettuati su animali e poi sull’ uomo, che hanno evidenziato le azioni positive del te’ verde sull’ organismo.

In primo luogo, il te’ verde esplica una generale azione antiinvecchiamento, contrastando la produzione di radicali liberi, in maniera particolare sulle arterie e sul sistema nervoso. Infatti, le catechine, contenute in esso, consentono di depurare l’organismo dai cataboliti (prodotti di scarto del metabolismo), esercitando un effetto anti-aterosclerotico, prevenendo quindi l’accumulo di grassi lungo le pareti arteriose.

Inoltre questa azione anti-grassi, permette di bruciare maggiormente questi ultimi e previene anche l’obesita’. Secondo una recente ricerca americana il te’ verde avrebbe anche la capacita’ di potenziare il rilascio di un neurotrasmettitore, la cui carenza è alla base della demenza del morbo di Alzheimer (bisogna ovviamente considerare anche i fattori genetici, non è una panacea).

Questa bevanda è anche ricca di calcio e di manganese, importanti nella fissazione di minerali ossei, per cui favorisce la prevenzione dell’osteoporosi, nonche’ quella delle carie e la cicatrizzazione.

La capacita’ delle catechine di combattere i radicali liberi rende il te’ verde una bevanda anti-cancro, in merito esiste una sperimentazione clinica condotta su 59 pazienti, affetti da leucoplachia al cavo orale (una sindrome precancerosa), che consumando te’ verde per 6 mesi hanno visto ridurre la loro lesione, rispetto a pazienti che non ne avevano consumato. I principi antiossidanti sono rappresentati dai polifenoli e dall’ epigallocatechina gallato.

I polifenoli hanno proprieta’ antimitotiche sulle cellule tumorali del pancreas, della mammella, del colon e della vescica, mentre l’ epigallocatechina gallato ha azione antiangiogenetica, cioe’ impedisce la formazione di nuovi vasi sanguigni e quindi del sostegno delle cellule neoplastiche. I polifenoli non sono indicati solamente per i soggetti carenti di ferro poiche’ ne limitano l’ assimilazione.

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