Ilva Taranto, è polemica anche sulla bonifica

di Redazione 2

Da circa una settimana si parla della possibilità di bonificare l’Ilva di Taranto. Si tratterebbe di interventi volti a riportare la salubrità dell’aria dentro ed intorno alla centrale per evitare che la popolazione continui a subìre i danni dei fumi dell’acciaieria. Ora però il problema è che, com’è ovvio che sia, gli italiani non vogliono che questi lavori siano eseguiti con i soldi pubblici. Qualche giorno fa infatti era circolata la voce che dei circa 380 milioni che servivano per riportare l’area a livelli accettabili, quasi tutti sarebbero stati pubblici. Oggi però arriva la precisazione (dovuta) da parte del Ministro Clini.

Il Ministro dell’Ambiente ha infatti specificato che i 336 milioni che sono stati stanziati per la bonifica non verranno investiti nell’azienda, come si era detto in un primo momento, ma soltanto nei luoghi pubblici della città di Taranto per rendere più respirabile l’aria. Insomma, tutto ciò che dev’essere fatto all’interno dell’azienda è a carico dei privati che la gestiscono.

Non è previsto un solo euro a favore di Ilva, perché sono a carico di Ilva gli interventi che l’impresa ha già realizzato (oltre un miliardo di investimenti) e che dovrà realizzare sulla base delle autorizzazioni ambientali e dei piani di bonifica stabiliti dal ministero dell’Ambiente d’intesa con la Regione Puglia

ha voluto specificare il Ministro. L’unico intervento della politica semmai sarà volto a tentare di velocizzare l’intero iter burocratico per evitare che qualche cavillo faccia durare più del dovuto (4 anni stimati) l’intero processo di bonifica. Nel frattempo 6 aree a caldo sono state poste sotto sequestro e venerdì 3 agosto il Tribunale del Riesame valuterà sia il da farsi per quanto riguarda l’azienda, sia che cosa fare degli indagati per cui il gip la scorsa settimana aveva chiesto l’arresto. Nel frattempo, come ricordano tutti, dai politici fino al Papa, c’è da pensare ai 12 mila operai che lavorano nello stabilimento, e trovare una soluzione perché di certo non li si può lasciare in mezzo ad una strada.

Photo Credits | Getty Images

Commenti (2)

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