Lazio ed ecologia, aumentano le rinnovabili, problemi di dissesto e mobilità

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Ecologia nel Lazio, nuovi interessanti dati sono emersi grazie al progetto Replica della Regione. Fattori positive come negativi: da un lato troviamo l’aumento delle fonti di energia rinnovabile e delle aree protette, dall’altro il consumo di suolo, dissesto idrogeologico e, come è facile prevedere, ancora una volta la mobilità insostenibile.

Lazio, un quadro dal punto di vista ecologico realizzato nell’ambito del progetto per lo sviluppo sostenibile regionale denominato Replica sottolinea luci e ombre della gestione ambientale della regione. Difatti si nota una crescita dell’energia prodotta tramite fonti rinnovabili, che passa dal 2006 al 2011 dal 5,9 al 7,5%, per una quantità prodotta pari a 2.325 Gwh, con parallelo aumento delle imprese con certificazione Iso 14001, con un incremento nel 2012 del 17% rispetto al 2011 e del 118% rispetto al 2007.

Tuttavia il consumo di suolo resta emergenziale così come il dissesto idrogeologico. Da un lato va notato che effettivamente le aree protette sono aumentate (nel 2001 hanno raggiunto il 13,7% del territorio totale della regione), ma i dati per il dissesto, riferiti al Lazio, sono davvero tetri: addirittura il 97% dei comuni sono a rischio idrogeologico. Si aggiunge inoltre l’inquinamento per 69 insediamenti industriali giudicati “a rischio di incidente rilevante”.

La mobilità insostenibile è l’altro grande nodo per quanto riguarda l’ambiente. Per quanto riguarda i trasporti si registrano infatti oltre 5 milioni di veicoli in circolazione nella regione con ben 88 mezzi per 100 abitanti, media molto elevata che sorpassa quella nazionale di 7 punti. E, come ogni anni comprovano i dati Tomtom sulle città più trafficate d’Europa, Roma dà il cattivo esempio. Il traffico è sempre densissimo, e i veicoli nella sola provincia sono 3,7 milioni.

Purtroppo anche la differenziata, che nel Nord Italia trova maggior diffusione, non progredisce abbastanza velocemente. Molti i rifiuti, in proporzione, smaltiti in discarica. Nel 2010 la raccolta differenziata era ancora ferma al 16,5% e non si registrano gli incrementi positivi ravvisati in altre regioni italiane.

Photo credits | Moyan Brenn su Flickr 

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