Le energie alternative generano un aumento di posti di lavoro e valorizzano l’imprenditoria locale

di Redazione 3

Dai dati emersi dal “Renewable 2007 Global Status Report” (Ren21) l’industria eolica statunitense ha oltrepassato nel 2007 i 17 GW di potenza installata negli impianti eolici, circa un terzo dell’intera produzione mondiale di energia dal vento. Gli Stati Uniti d’America archiviano quindi una forte crescita nelle energie rinnovabili. L’ economia americana in recessione e petrolio alle stelle hanno portato ad investire nelle energie alternative: il caro-petrolio avvantaggia tutte le fonti di energia (rinnovabili e non).

L’uso delle fonti energetiche rinnovabili genera un aumento di posti di lavoro superiore a quello prodotto da un investimento analogo in fonti energetiche di tipo tradizionale (fossile e nucleare). A dirlo è il centro ricerca statunitense RAEL (“Renewable and Appropriate Energy Laboratory“) dell’università di Berkeley nel suo recente rapporto tra energia rinnovabile e occupazione. Nel rapporto viene anche dimostrato come le regolamentazioni ambientali non sono la causa della perdita di lavoro nel settore dell’energia tradizionale. Lo sviluppo delle tecnologie per le energie rinnovabili e pulite rappresentano un’opportunità concreta straordinaria a favore di occupazione e valorizzazione dell’imprenditoria locale. L’uso dell’energia rinnovabile permette di avviare un interessante ciclo di innovazione-investimento-occupazione, una scintilla per lo sviluppo locale per molte aree depresse.


Lo afferma, tra gli altri, il presidente della commissione europea, che cita come esempio la Germania, dove lo sviluppo delle fonti energetiche alternative ha già portato alla nascita di oltre 200.000 posti di lavoro. Presentando le proiezioni che prevedono la creazione di 1 milione di nuovi posti di lavoro legati allo sviluppo dell’industria “verde” in area euro entro il 2020, il commissario annuncia i dettagli del piano 20-20-20 (in sostanza la produzione da energia rinnovabile per una quota pari al 20% entro il 2020), In Italia, dove sono previste 250.000 nuove opportunità lavorative, significa la creazione di 150.000 posti di lavoro in più di Fiat, Telecom e Poste Italiane.

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