
Chi l’ha detto che mangiare carne fa male al pianeta? Forse mangiarla tutti i giorni sì, ma un paio di volte a settimana fa bene sia al pianeta che alla salute. A spiegarlo sono una serie di scienziati, nutrizionisti e, ultimo solo in ordine di tempo, Simon Fairlie, uno che si definisce “più ecologista di un vegano”, e soprattutto ex vegetariano.
Ma come mai questa conversione? La spiegazione la dà alla rivista Time con un quadro che più chiaro non poteva essere:
Non ho toccato carne dai 18 ai 24 anni, poi ho cominciato ad allevare capre. Ma dei maschi non sapevo che farne: non producevano latte, non facevano figli. Così ho cominciato a mangiarli.
Da quel momento in poi Fairlie si è reso conto che siccome tutti i sistemi agricoli producono un surplus di biomassa, sarebbe stato meglio darlo a mangiare agli animali, in modo anche da far variare la dieta umana, piuttosto che lasciarlo a marcire.
Il concetto è tanto semplice quanto in contrasto con molte teorie scientifiche. Ad esempio una ricerca del 2006 spiegava che per costruire un allevamento era necessario disboscare intere foreste, quando ciò non è vero perché sono molte le zone riutilizzate a rotazione per tale scopo, e dunque non hanno bisogno di deforestare enormi distese di verde. Come non è vero che la proporzione piante/carne è di 5 a 1 (cinque piante consumate per una porzione di carne). La realtà, secondo l’ecologista, è che se si considera che molti animali, come ad esempio i maiali ma non solo, si nutrono di piante che noi umani non mangiamo, il rapporto scende appena ad 1,4 a 1.
Una dieta con troppa carne fa sicuramente male, ma per avere un’alimentazione equilibrata occorre mangiare la carne almeno due volte a settimana. E dell’impatto ambientale non mi preoccuperei: la dieta mediterranea “inquina” il 50% in meno di quella anglosassone.
A spiegarlo è il professor Pietro Migliaccio, presidente della Società Italiana dell’Alimentazione, non di certo una persona che ha interesse ad inquinare il pianeta. Ed il fatto che entrambi giungono alla stessa conclusione, cioè che è giusto mangiare carne due volte a settimana, fa riflettere. Alla fine la conclusione è che se una persona prende la decisione di diventare vegetariano per una scelta etica, e cioè non cibarsi di animali, può anche andar bene, ma se lo fa perché pensa che così salva il pianeta, allora il suo sacrificio è inutile. Ed ora ovviamente si scateneranno le polemiche, se ne volete sapere di più, Fairlie ha pubblicato un libro a proposito dal titolo Meat: A Benign Extravagance, leggetelo e prendetevela con lui.
Fonte: [Repubblica]