Marea nera BP: nuova perdita all’orizzonte?

di Marco Mancini Commenta

Una grande patina luccicante è stata avvistata nel Golfo del Messico nelle ultime ore, e già molti stanno dando la colpa alla BP. Ancora non si sa molto né delle cause né di quanto sia estesa, ma il timore principale è che il tappo che lo scorso anno fu posto sulla perdita che causò la marea nera si sia corroso, lasciando nuovamente fuoriuscire del petrolio.

Immediatamente la compagnia, per evitare un altro danno d’immagine ed economico, si è attivata, ed ha inviato dei mini-sommergibili per indagare sull’accaduto. Per ora però il colosso petrolifero continua a negare che si tratti di responsabilità sua. Gli investigatori locali non ne sono così sicuri.

La patina brillante è stata scoperta nei pressi di due siti di esplorazione del pozzo abbandonato del Green Canyon Block nel Golfo del Messico. Secondo una mappa online del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, il Green Canyon Block – una grande superficie d’acqua quadrata a sud della Louisiana – si trova a sud-ovest del Mississippi Canyon Block dove ci fu l’incidente della BP

riporta l’Associated Press. Questa perdita ha immediatamente sollevato il timore di una nuova fuoriuscita di petrolio come quella dell’anno scorso, peraltro pochi giorni dopo il report delle autorità che dimostrano come le persone che sono rimaste a vivere in quelle aree hanno cominciato ad ammalarsi. Intanto un portavoce della BP, Daren Beaudo, ha fatto sapere che le prime esplorazioni hanno dato esito negativo e la ricerca continuerà durante il fine settimana, ma

non vi è alcuna prova immediata che sia stato il risultato di un nuovo sversamento di petrolio.

Eppure, come dicevamo, non tutti sono convinti di questo. L’avvocato specializzato in cause ambientali Stuart H. Smith ha scritto sul suo blog:

Fonti attendibili ci dicono che la BP ha reclutato 40 barche da Venice a Grand Isle per costruire una protezione attorno al sito della Deepwater Horizon, che si trova a sole 50 miglia dalle coste della Louisiana. La flotta accorsa sul posto alla fine della scorsa settimana ha lavorato per tutto il weekend per contenere quella che stava diventando un’enorme chiazza di petrolio nel sito del pozzo che era stato ufficialmente chiuso nel settembre 2010.

Ciò che più preoccupa ora non è tanto se ci siano difetti nel tappo, ma se si sono formate crepe e fessure nel fondo marino causate dal lavoro della BP nei vari tentativi non riusciti di chiudere la falla, fino alla soluzione definitiva. E se le falle fossero più d’una, comincerebbe a diventare davvero difficile contenerle.

[Fonte: Treehugger]

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