Massacro di squali in Colombia

di Marco Mancini Commenta

Una bruttissima notizia arriva dalle coste della Colombia: circa duemila squali martello, una delle specie più in pericolo di estinzione, sono stati uccisi per le loro preziose pinne. Ad annunciarlo sono state le stesse autorità ambientali colombiane che hanno parlato di uno dei più grandi massacri della storia, il quale fa ancora più male sapendo che è avvenuto in un’area protetta, il “santuario” della fauna selvatica Malpelo, nelle acque del Pacifico.

Oltre agli squali martello, tra le vittime di questa barbarie sono rientrati anche alcuni squali delle Galapagos e squali seta. Sandra Bessudo, consigliere del presidente colombiano sulle questioni ambientali e biologa marina, ha raccontato che una squadra di subacquei russi stava studiando gli squali nella regione. Ed è stato proprio questo gruppo a denunciare l’uccisione avvenuta a circa 500 km dalla terraferma. Secondo il loro rapporto, alcuni pescherecci battenti bandiera costaricana sono entrati illegalmente nella zona e dei sommozzatori su 10 barche hanno compiuto il massacro. Ancora più atroce è l’immagine che segue: i sub hanno trovato centinaia di squali ancora vivi che cercavano di nuotare senza le pinne, oltre che un numero scandaloso di animali morti sul fondo dell’oceano.

Il santuario copre un’area di 8.570 chilometri quadrati marini e fornisce un habitat per le specie minacciate. Quest’area protetta aveva funzionato visto che concentrazioni così alte di squali seta non si vedono in nessun’altra area del mondo, tanto che nel 2006 l’Unesco ha inserito il parco nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Purtroppo, nonostante il riconoscimento, gli unici a lottare per mantenere inalterata la zona sono rimasti i biologi marini, visto che la polizia costiera non effettua alcun tipo di controllo, se non sporadicamente.

Come detto, gli squali vengono catturati, gli vengono estirpate le pinne e poi ributtati in mare. Queste poi rientrano in alcuni metodi della medicina tradizionale cinese, anche se per la maggior parte vanno a rifornire i ristoranti in cui la zuppa di pinna di squalo è uno dei piatti più prelibati. Basti pensare che una ciotola ad Hong Kong può arrivare a costare circa 70 euro! Il Governo del Costa Rica ha condannato l’accaduto, ed ha deciso di aumentare i controlli, anche se il primo passo lo devono fare tutti i consumatori che, se non consumassero più questo piatto brutale, non correrebbero il rischio di veder sparire questi bellissimi animali.

[Fonte: The Guardian]

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