Settimana europea dello squalo, una petizione contro il finning

di Marco Mancini Commenta

Gli squali sono a rischio, da predatori dei mari a prede destinate ad alimentare il mercato di pinne di squalo. Ci eravamo già occupati della pratica, a dir poco crudele, del finning, lo spinnamento. La parte più pregiata  e meglio quotata di questi pesci viene prelevata con tecniche barbare ed il resto del corpo restituito alle acque e condannato a morte sicura. La Shark Alliance, in occasione della Settimana Europea dello squalo (15-23 ottobre 2011), appoggiata dalla Save our Seas Foundation, ha organizzato una serie di eventi per sensibilizzare alla tutela degli squali, sempre più vittime del sovrasfruttamento dei loro stock da parte dell’uomo.

In particolare, l’associazione rivolge quest’anno un appello ai Ministri della Pesca degli Stati membri della UE, rei di non aver rispettato gli impegni presi negli anni precedenti per contrastare il finning e preservare gli squali. Impegni che erano espressi a chiare linee dal Piano d’Azione comunitario per gli Squali stilato nel 2009. Spiega l’associazione:

Dopo la pressione esercitata da Shark Alliance due anni fa, i Ministri della Pesca dell’UE approvarono un efficace Piano d’Azione per la protezione degli squali ma la questione è rimasta poi irrisolta: il divieto europeo sul finning contiene ancora possibili scappatoie al Regolamento, non tutela diverse specie in pericolo e non pone ai pescherecci europei limiti di cattura per diverse specie target. Nei prossimi mesi avremo l’opportunità di realizzare e portare a termine gli impegni del Piano d’Azione comunitario ed è pertanto necessario mantenere alta l’attenzione e continuare a fare pressione.

Nella petizione si chiede ai Ministri della Pesca degli Stati membri di

  • vietare completamente il prelievo delle pinne in mare;
  • vigilare in maniera più rigida sulle razze pescabili e sugli stock sfruttabili, sulla base delle raccomandazioni che arrivano a riguardo dal mondo scientifico;
  • proteggere gli squali a livello internazionale.

Per firmare la petizione  che ha già raccolto 25.343 firme, visitate la pagina dedicata sul sito di The Shark Alliance.

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