Metano pulito possibile dai microbi

di Marco Mancini Commenta

Può il gas metano essere pulito? Secondo gli scienziati di Stanford e della Pennsylvania State University pare proprio di sì. Basta farlo produrre a dei microbi, chiamati appunto metanogeni, che hanno la straordinaria capacità di trasformare l’energia elettrica in metano puro con un’efficienza dell’80%. Il processo che questi scienziati hanno in mente è esattamente il contrario di quello che è avvenuto sino ad oggi.

Siamo infatti abituati ad avere del materiale di scarto che, tramite microbi, viene trasformato in biogas che produce elettricità. Questo studio invece compie il percorso inverso: prende l’elettricità prodotta in maniera pulita, come ad esempio quella derivante da un pannello solare o dalle pale eoliche, la fa “mangiare” a questi microbi che producono del gas naturale e pulito, il quale a sua volta può essere utilizzato per scopi all’ordine del giorno come ad esempio il riscaldamento.

Spiega Alfred Spormann, docente di ingegneria chimica ed ingegneria civile e ambientale presso la Stanford University, che mentre fino ad oggi il metano era prodotto bruciando combustibili fossili, primo fra tutti l’inquinantissimo petrolio, in questo modo non ce ne sarà più bisogno. Il metano derivato dai fossili infatti è uno dei principali gas serra nell’atmosfera, 20 volte più potente della CO2. Ma i microbi in questione lo terrebbero sotto controllo, eviterebbero di disperderlo nell’atmosfera, di fatto rendendolo pulito, sia in fase di produzione che di utilizzo.

Tale processo è inoltre facilmente controllabile, in quanto il metano che viene prodotto con questo processo può essere stoccato, risolvendo così anche il problema della mancanza di continuità delle fonti rinnovabili. Gli impieghi di questa scoperta sono molteplici. Ad esempio il metano prodotto potrebbe essere impiegato sulle navi, sugli aerei e sulle automobili come carburante, il tutto senza passare da sprechi indecenti come quelli per la produzione di etanolo ed altri biocaburanti che tolgono terreno alle colture.

[Fonte e foto: Sciencedaily]

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